(picture by Jacques Henri Lartigue)
Yesterday two exhibitions opened at Forma, Milan. The first, which shows the works of Jacques Henri Lartigue, has been a pleasant surprise to me. He is a wealthy French bourgeois of the beginning of the XX century who portrayed the charmed, privileged world he belonged to all his life long: a declared effort to freeze those happy moments and a nostalgic attempt to make them last forever. I’ve been impressed by the grace, elegance and freshness of the images, by the author’s incredibly modern eye. The composition and mood of many pictures make them look like they are taken today, a sort of remembrance of the past with a vintage feel instead of a real document from it. The second and widely promoted exhibition is “Polaroids” by Julian Schnabel (inevitably more known than Lartigue), great painter, capable director and King Midas of many artistic projects. On display his works taken with an old 20x24 inch camera which is as large as a fridge, a tool which can’t help but add some quid to the images themselves. The 80 photographs show his family, friends, paintings, workplace etc. The setting aims to offer “a unique and complex fresco that gives us access to his private life”, but seems an uncompleted tale which actually doesn’t give us the opportunity to discover anything about this versatile artist. What a pity.
“La scelta della felicità” - Jacques Henri Lartigue“Polaroids” - Julian SchnabelMilan, Fondazione FORMA per la Fotografia (info)10/23/11 - 11/20/11
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www.photographers.it/newsletter.php?id=46
Di recente siamo stati a Forma,  che ospita due mostre di Jacques Henri Lartigue e Julian Schnabel. La  prima è stata una piacevolissima sorpresa. Lartigue, ricco borghese di  inizio Novecento, ha per anni ritratto il mondo dorato che lo  circondava: una tensione dichiarata, la sua, a fissare la felicità di  quei giorni unita al nostalgico desiderio di renderla eterna. A colpirci  sono stati la grazia, l’eleganza e la freschezza delle sue foto, lo  sguardo incredibilmente moderno. La composizione e l’atmosfera di molte  delle immagini le fa sembrare scattate ai nostri giorni, quasi ci si  trovasse di fronte a un gioco di rievocazione del passato che non alla  sua effettiva registrazione.Di  maggiore richiamo, inevitabilmente, l’esposizione del nome più  altisonante: Julian Schnabel, ottimo pittore, valido regista e in  generale re Mida di numerosi progetti artistici. In mostra le Polaroid  da lui realizzate con un vecchio apparecchio panoramico 20x24 pollici  (per capirsi, la fotocamera è grande come un frigorifero), un mezzo che  di per se’ aggiunge un quid alle immagini. Le foto, un’ottantina,  ritraggono la famiglia, gli amici, l’ambiente di lavoro, le sue opere…  Peccato per l’allestimento, quello che vorrebbe essere “un complesso  affresco che ci permette di entrare nella vita privata dell’autore” a  noi sembra rimanere un racconto accennato dal quale si esce senza avere  scoperto un gran ché su Schnabel. 
“La scelta della felicità” - Jacques Henri Lartigue “Polaroids” - Julian Schnabel Milano, Fondazione FORMA per la Fotografia (info) Dal 23 ottobre al 20 novembre 2011

(picture by Jacques Henri Lartigue)



Yesterday two exhibitions opened at Forma, Milan.
The first, which shows the works of Jacques Henri Lartigue, has been a pleasant surprise to me. He is a wealthy French bourgeois of the beginning of the XX century who portrayed the charmed, privileged world he belonged to all his life long: a declared effort to freeze those happy moments and a nostalgic attempt to make them last forever. I’ve been impressed by the grace, elegance and freshness of the images, by the author’s incredibly modern eye. The composition and mood of many pictures make them look like they are taken today, a sort of remembrance of the past with a vintage feel instead of a real document from it.
The second and widely promoted exhibition is “Polaroids” by Julian Schnabel (inevitably more known than Lartigue), great painter, capable director and King Midas of many artistic projects. On display his works taken with an old 20x24 inch camera which is as large as a fridge, a tool which can’t help but add some quid to the images themselves. The 80 photographs show his family, friends, paintings, workplace etc. The setting aims to offer “a unique and complex fresco that gives us access to his private life”, but seems an uncompleted tale which actually doesn’t give us the opportunity to discover anything about this versatile artist. What a pity.

“La scelta della felicità” - Jacques Henri Lartigue
“Polaroids” - Julian Schnabel
Milan, Fondazione FORMA per la Fotografia (info)
10/23/11 - 11/20/11

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Di recente siamo stati a Forma, che ospita due mostre di Jacques Henri Lartigue e Julian Schnabel. La prima è stata una piacevolissima sorpresa. Lartigue, ricco borghese di inizio Novecento, ha per anni ritratto il mondo dorato che lo circondava: una tensione dichiarata, la sua, a fissare la felicità di quei giorni unita al nostalgico desiderio di renderla eterna. A colpirci sono stati la grazia, l’eleganza e la freschezza delle sue foto, lo sguardo incredibilmente moderno. La composizione e l’atmosfera di molte delle immagini le fa sembrare scattate ai nostri giorni, quasi ci si trovasse di fronte a un gioco di rievocazione del passato che non alla sua effettiva registrazione.
Di maggiore richiamo, inevitabilmente, l’esposizione del nome più altisonante: Julian Schnabel, ottimo pittore, valido regista e in generale re Mida di numerosi progetti artistici. In mostra le Polaroid da lui realizzate con un vecchio apparecchio panoramico 20x24 pollici (per capirsi, la fotocamera è grande come un frigorifero), un mezzo che di per se’ aggiunge un quid alle immagini. Le foto, un’ottantina, ritraggono la famiglia, gli amici, l’ambiente di lavoro, le sue opere… Peccato per l’allestimento, quello che vorrebbe essere “un complesso affresco che ci permette di entrare nella vita privata dell’autore” a noi sembra rimanere un racconto accennato dal quale si esce senza avere scoperto un gran ché su Schnabel.

“La scelta della felicità” - Jacques Henri Lartigue
“Polaroids” - Julian Schnabel
Milano, Fondazione FORMA per la Fotografia (info)
Dal 23 ottobre al 20 novembre 2011

(picture by Helmut Newton)
In the “analog photography era”, professional photographers used to take test Polaroids before the official shots. The gesture of tossing the Pola, with a self-confident wrist movement, is one of the most cool and iconic scenes in the imaginary of all the nostalgics of film photography and its golden age. Many beautiful instant shots have got lost. Luckily for us, Helmut Newton used to save his Polaroids: thanks his wife June’s precious collaboration, Taschen has recently published a selection of them. Many images are the tests for famous shots already included in other titles by the same editor: “Sumo”,  “A Gun for Hire” and “Work”.Helmut Newton, “Polaroids”Hardcover, 21 x 27,5 cm, 224 pages€ 39.99Editor: Taschen
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fotografia.ilgiornale.it/view_news.php?id=3922
Il gesto di verificare con una polaroid composizione e schema luci prima  di procedere con lo scatto ufficiale è rimasto indissolubilmente legato  al mondo della fotografia analogica professionale. I feticisti della  pellicola istantanea ancora fremono al ricordo del “cerimoniale”,  compresi suoni e odori, di quel momento. C’è persino chi misurava il  talento e il fascino di un fotografo dall’espressione soddisfatta con  cui allungava per un attimo uno sguardo obliquo sul risultato prima di  gettarlo via con un sapiente gioco di polso.Sto giocando, ma di pola sui set ne sono davvero “volate” tante. E fra queste si contano moltissime belle immagini andate perse.Helmut  Newton (1920-2004), che non ha bisogno di presentazioni, ci ha fatto il  grande piacere di conservarle ed oggi un volume di Taschen, realizzato  con la preziosa collaborazione di sua moglie June, le raccoglie.Molti  degli scatti sono le anteprime di noti lavori di Newton già pubblicati  dalla casa editrice in “Sumo”, “A Gun for hire” e “Work”.Helmut Newton, “Polaroids”21 x 27,5 cm, 224 pagineDisponibile anche in italianoPrezzo: 39,99 euroEdizione: Taschen

(picture by Helmut Newton)

In the “analog photography era”, professional photographers used to take test Polaroids before the official shots. The gesture of tossing the Pola, with a self-confident wrist movement, is one of the most cool and iconic scenes in the imaginary of all the nostalgics of film photography and its golden age.
Many beautiful instant shots have got lost. Luckily for us, Helmut Newton used to save his Polaroids: thanks his wife June’s precious collaboration, Taschen has recently published a selection of them.
Many images are the tests for famous shots already included in other titles by the same editor: “Sumo”,  “A Gun for Hire” and “Work”.

Helmut Newton, “Polaroids”
Hardcover, 21 x 27,5 cm, 224 pages
€ 39.99
Editor: Taschen

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Il gesto di verificare con una polaroid composizione e schema luci prima di procedere con lo scatto ufficiale è rimasto indissolubilmente legato al mondo della fotografia analogica professionale. I feticisti della pellicola istantanea ancora fremono al ricordo del “cerimoniale”, compresi suoni e odori, di quel momento. C’è persino chi misurava il talento e il fascino di un fotografo dall’espressione soddisfatta con cui allungava per un attimo uno sguardo obliquo sul risultato prima di gettarlo via con un sapiente gioco di polso.
Sto giocando, ma di pola sui set ne sono davvero “volate” tante. E fra queste si contano moltissime belle immagini andate perse.
Helmut Newton (1920-2004), che non ha bisogno di presentazioni, ci ha fatto il grande piacere di conservarle ed oggi un volume di Taschen, realizzato con la preziosa collaborazione di sua moglie June, le raccoglie.
Molti degli scatti sono le anteprime di noti lavori di Newton già pubblicati dalla casa editrice in “Sumo”, “A Gun for hire” e “Work”.


Helmut Newton, “Polaroids”
21 x 27,5 cm, 224 pagine
Disponibile anche in italiano
Prezzo: 39,99 euro
Edizione: Taschen

(picture by Jacques Henri Lartigue)
Yesterday two exhibitions opened at Forma, Milan. The first, which shows the works of Jacques Henri Lartigue, has been a pleasant surprise to me. He is a wealthy French bourgeois of the beginning of the XX century who portrayed the charmed, privileged world he belonged to all his life long: a declared effort to freeze those happy moments and a nostalgic attempt to make them last forever. I’ve been impressed by the grace, elegance and freshness of the images, by the author’s incredibly modern eye. The composition and mood of many pictures make them look like they are taken today, a sort of remembrance of the past with a vintage feel instead of a real document from it. The second and widely promoted exhibition is “Polaroids” by Julian Schnabel (inevitably more known than Lartigue), great painter, capable director and King Midas of many artistic projects. On display his works taken with an old 20x24 inch camera which is as large as a fridge, a tool which can’t help but add some quid to the images themselves. The 80 photographs show his family, friends, paintings, workplace etc. The setting aims to offer “a unique and complex fresco that gives us access to his private life”, but seems an uncompleted tale which actually doesn’t give us the opportunity to discover anything about this versatile artist. What a pity.
“La scelta della felicità” - Jacques Henri Lartigue“Polaroids” - Julian SchnabelMilan, Fondazione FORMA per la Fotografia (info)10/23/11 - 11/20/11
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Di recente siamo stati a Forma,  che ospita due mostre di Jacques Henri Lartigue e Julian Schnabel. La  prima è stata una piacevolissima sorpresa. Lartigue, ricco borghese di  inizio Novecento, ha per anni ritratto il mondo dorato che lo  circondava: una tensione dichiarata, la sua, a fissare la felicità di  quei giorni unita al nostalgico desiderio di renderla eterna. A colpirci  sono stati la grazia, l’eleganza e la freschezza delle sue foto, lo  sguardo incredibilmente moderno. La composizione e l’atmosfera di molte  delle immagini le fa sembrare scattate ai nostri giorni, quasi ci si  trovasse di fronte a un gioco di rievocazione del passato che non alla  sua effettiva registrazione.Di  maggiore richiamo, inevitabilmente, l’esposizione del nome più  altisonante: Julian Schnabel, ottimo pittore, valido regista e in  generale re Mida di numerosi progetti artistici. In mostra le Polaroid  da lui realizzate con un vecchio apparecchio panoramico 20x24 pollici  (per capirsi, la fotocamera è grande come un frigorifero), un mezzo che  di per se’ aggiunge un quid alle immagini. Le foto, un’ottantina,  ritraggono la famiglia, gli amici, l’ambiente di lavoro, le sue opere…  Peccato per l’allestimento, quello che vorrebbe essere “un complesso  affresco che ci permette di entrare nella vita privata dell’autore” a  noi sembra rimanere un racconto accennato dal quale si esce senza avere  scoperto un gran ché su Schnabel. 
“La scelta della felicità” - Jacques Henri Lartigue “Polaroids” - Julian Schnabel Milano, Fondazione FORMA per la Fotografia (info) Dal 23 ottobre al 20 novembre 2011

(picture by Jacques Henri Lartigue)



Yesterday two exhibitions opened at Forma, Milan.
The first, which shows the works of Jacques Henri Lartigue, has been a pleasant surprise to me. He is a wealthy French bourgeois of the beginning of the XX century who portrayed the charmed, privileged world he belonged to all his life long: a declared effort to freeze those happy moments and a nostalgic attempt to make them last forever. I’ve been impressed by the grace, elegance and freshness of the images, by the author’s incredibly modern eye. The composition and mood of many pictures make them look like they are taken today, a sort of remembrance of the past with a vintage feel instead of a real document from it.
The second and widely promoted exhibition is “Polaroids” by Julian Schnabel (inevitably more known than Lartigue), great painter, capable director and King Midas of many artistic projects. On display his works taken with an old 20x24 inch camera which is as large as a fridge, a tool which can’t help but add some quid to the images themselves. The 80 photographs show his family, friends, paintings, workplace etc. The setting aims to offer “a unique and complex fresco that gives us access to his private life”, but seems an uncompleted tale which actually doesn’t give us the opportunity to discover anything about this versatile artist. What a pity.

“La scelta della felicità” - Jacques Henri Lartigue
“Polaroids” - Julian Schnabel
Milan, Fondazione FORMA per la Fotografia (info)
10/23/11 - 11/20/11

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Di recente siamo stati a Forma, che ospita due mostre di Jacques Henri Lartigue e Julian Schnabel. La prima è stata una piacevolissima sorpresa. Lartigue, ricco borghese di inizio Novecento, ha per anni ritratto il mondo dorato che lo circondava: una tensione dichiarata, la sua, a fissare la felicità di quei giorni unita al nostalgico desiderio di renderla eterna. A colpirci sono stati la grazia, l’eleganza e la freschezza delle sue foto, lo sguardo incredibilmente moderno. La composizione e l’atmosfera di molte delle immagini le fa sembrare scattate ai nostri giorni, quasi ci si trovasse di fronte a un gioco di rievocazione del passato che non alla sua effettiva registrazione.
Di maggiore richiamo, inevitabilmente, l’esposizione del nome più altisonante: Julian Schnabel, ottimo pittore, valido regista e in generale re Mida di numerosi progetti artistici. In mostra le Polaroid da lui realizzate con un vecchio apparecchio panoramico 20x24 pollici (per capirsi, la fotocamera è grande come un frigorifero), un mezzo che di per se’ aggiunge un quid alle immagini. Le foto, un’ottantina, ritraggono la famiglia, gli amici, l’ambiente di lavoro, le sue opere… Peccato per l’allestimento, quello che vorrebbe essere “un complesso affresco che ci permette di entrare nella vita privata dell’autore” a noi sembra rimanere un racconto accennato dal quale si esce senza avere scoperto un gran ché su Schnabel.

“La scelta della felicità” - Jacques Henri Lartigue
“Polaroids” - Julian Schnabel
Milano, Fondazione FORMA per la Fotografia (info)
Dal 23 ottobre al 20 novembre 2011

(picture by Helmut Newton)
In the “analog photography era”, professional photographers used to take test Polaroids before the official shots. The gesture of tossing the Pola, with a self-confident wrist movement, is one of the most cool and iconic scenes in the imaginary of all the nostalgics of film photography and its golden age. Many beautiful instant shots have got lost. Luckily for us, Helmut Newton used to save his Polaroids: thanks his wife June’s precious collaboration, Taschen has recently published a selection of them. Many images are the tests for famous shots already included in other titles by the same editor: “Sumo”,  “A Gun for Hire” and “Work”.Helmut Newton, “Polaroids”Hardcover, 21 x 27,5 cm, 224 pages€ 39.99Editor: Taschen
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Il gesto di verificare con una polaroid composizione e schema luci prima  di procedere con lo scatto ufficiale è rimasto indissolubilmente legato  al mondo della fotografia analogica professionale. I feticisti della  pellicola istantanea ancora fremono al ricordo del “cerimoniale”,  compresi suoni e odori, di quel momento. C’è persino chi misurava il  talento e il fascino di un fotografo dall’espressione soddisfatta con  cui allungava per un attimo uno sguardo obliquo sul risultato prima di  gettarlo via con un sapiente gioco di polso.Sto giocando, ma di pola sui set ne sono davvero “volate” tante. E fra queste si contano moltissime belle immagini andate perse.Helmut  Newton (1920-2004), che non ha bisogno di presentazioni, ci ha fatto il  grande piacere di conservarle ed oggi un volume di Taschen, realizzato  con la preziosa collaborazione di sua moglie June, le raccoglie.Molti  degli scatti sono le anteprime di noti lavori di Newton già pubblicati  dalla casa editrice in “Sumo”, “A Gun for hire” e “Work”.Helmut Newton, “Polaroids”21 x 27,5 cm, 224 pagineDisponibile anche in italianoPrezzo: 39,99 euroEdizione: Taschen

(picture by Helmut Newton)

In the “analog photography era”, professional photographers used to take test Polaroids before the official shots. The gesture of tossing the Pola, with a self-confident wrist movement, is one of the most cool and iconic scenes in the imaginary of all the nostalgics of film photography and its golden age.
Many beautiful instant shots have got lost. Luckily for us, Helmut Newton used to save his Polaroids: thanks his wife June’s precious collaboration, Taschen has recently published a selection of them.
Many images are the tests for famous shots already included in other titles by the same editor: “Sumo”,  “A Gun for Hire” and “Work”.

Helmut Newton, “Polaroids”
Hardcover, 21 x 27,5 cm, 224 pages
€ 39.99
Editor: Taschen

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Il gesto di verificare con una polaroid composizione e schema luci prima di procedere con lo scatto ufficiale è rimasto indissolubilmente legato al mondo della fotografia analogica professionale. I feticisti della pellicola istantanea ancora fremono al ricordo del “cerimoniale”, compresi suoni e odori, di quel momento. C’è persino chi misurava il talento e il fascino di un fotografo dall’espressione soddisfatta con cui allungava per un attimo uno sguardo obliquo sul risultato prima di gettarlo via con un sapiente gioco di polso.
Sto giocando, ma di pola sui set ne sono davvero “volate” tante. E fra queste si contano moltissime belle immagini andate perse.
Helmut Newton (1920-2004), che non ha bisogno di presentazioni, ci ha fatto il grande piacere di conservarle ed oggi un volume di Taschen, realizzato con la preziosa collaborazione di sua moglie June, le raccoglie.
Molti degli scatti sono le anteprime di noti lavori di Newton già pubblicati dalla casa editrice in “Sumo”, “A Gun for hire” e “Work”.


Helmut Newton, “Polaroids”
21 x 27,5 cm, 224 pagine
Disponibile anche in italiano
Prezzo: 39,99 euro
Edizione: Taschen

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Web editor and editorial coordinator for Photographers.it and its sections on LaStampa.it and IlGiornale.it

Photographer: personal site/life [always] under construction; commercial portfolio, in partnership with Gianluca Destro, at www.d2photo.it

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Fotografa, web editor e coordinatrice editoriale.
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