(picture by Gabriele Croppi)
F Award is a contest promoted by Fabbrica - Research Centre on Communication - and Fondazione Forma per la Fotografia. The Jury, chaired by Peter Galassi, Chief Curator of the Department of Photography at The Museum of Modern Art of New York, announced the winners of the “F” and F25”: respectively Jérôme Sessini for “So far from God, too close to America” and Matt Eich for “Essay: Carry Me Ohio”.
Last year F25 went to Munem Wasif who gained an Honourable Mention at last FreeLens Awards with “Salt Water Tears”. Another beautiful project was “Kashmir” by Andy Spyra who unfortunately went home without any award.
The first prize winner was Davide Monteleone.
Finally, Premio Ponchielli 2010 went to Andrea di Martino for his work focused on the Italian deconsecrated churches. Book of the Year “Dedicated to women of Kyjov “, by Miroslav Tichy (Walther Konig – Cologne): don’t miss to flick through it.
No awards to Gabriele Croppi whose work was the most brilliant without a shadow of doubt.
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www3.lastampa.it/fotografia/approfondimento/articolo/lstp/256522/
Proclamati i vincitori del Premio F, promosso da Fondazione Forma per la Fotografia e Fabrica, centro di ricerca sulla comunicazione. La giuria, presieduta da Peter Galassi, Direttore del Dipartimento di Fotografia del Museum of Modern Art di New York, ha premiato “So far from God, too close to America” di Jérôme Sessini per “l’instancabile esplorazione della violenza legata alla droga ai confini tra il Messico e gli Stati Uniti, l’attenzione ai particolari concreti e l’ambizione a comunicare lo scopo e la complessità del conflitto”.
Il premio F25, riservato agli under 25, è andato a Matt Eich che con “Carry Me Ohio” dà voce alle emarginate comunità del Sudest del Paese distrutte da quasi 150 anni di sfruttamento minerario.
Al primo un contributo di 20.000 euro, la possibilità di pubblicare un libro e di esporre il progetto; al secondo una borsa di studio di un anno nel dipartimento di fotografia di Fabrica.
L’anno scorso l’F25 è andato a Munem Wasif, promettente autore originario del Bangladesh, che ha appena esposto qui in Italia in occasione di ArtéFoto.
Recentissima anche la sua presenza al Lumix Festival di Hannover, dove ha meritatamente ricevuto una menzione d’onore, per “Salt Water Tears”, ai FreeLens Awards 2010, offerti da FreeLens - il più grande ente tedesco di fotogiornalismo - e assegnati ogni anno agli autori più meritevoli tra quelli selezionati per esporre al Festival.
Il primo premio è andato a Davide Monteleone per il suo progetto sul Caucaso del Nord. Una menzione d’onore anche per Emiliano Larizza che ha raccontato il terremoto di Haiti.
A noi è piaciuto molto il lavoro sul Kashmir di Andy Spyra che è però rimasto all’asciutto da premi.
In lizza c’erano altri due italiani, Antonio Zambardino e Alessandro Imbraco, finalisti anche dell’ultimo Ponchielli.
Va detto che quest’anno il premio intitolato ad Amilcare Ponchielli si è sdoganato dall’equazione fotogiornalismo = cronaca drammatica che, per quanto non possa non caratterizzarlo fortemente, di certo non lo esaurisce.
Primo classificato Andrea di Martino con “La messa è finita”, una bella ricognizione sulle destinazioni d’uso più disparate delle chiese sconsacrate in Italia.
Prima menzione a Simone Donati per “Welcome to Berlusconistan” e seconda menzione a Daniele Dainelli per “Rural China”, progetto dalla poetica suggestiva, ma che a nostro parere risulta poi ben meno efficace nella sua concreta realizzazione.
Per la prima volta una menzione anche del pubblico, andata ad “Haiti Aftermath” di Riccardo Venturi.
Azzeccato il Libro dell’anno (scelto tra volumi del 2008 e 2009): “Dedicated to women of Kyjov ” di Miroslav Tichy, edizioni Walther Konig - Cologne.
Peccato non sia stato assegnato un riconoscimento al lavoro su NY di Gabriele Croppi che continua la sua affascinante ricerca sulla metafisica del paesaggio urbano. Al di là di soggettivi giudizi estetici, fotograficamente parlando a noi è parso il lavoro in assoluto più valido e complesso. Spiace scoprire che non tutti i membri della giuria se ne siano accorti…
(picture by Gabriele Croppi)
F Award is a contest promoted by Fabbrica - Research Centre on Communication - and Fondazione Forma per la Fotografia. The Jury, chaired by Peter Galassi, Chief Curator of the Department of Photography at The Museum of Modern Art of New York, announced the winners of the “F” and F25”: respectively Jérôme Sessini for “So far from God, too close to America” and Matt Eich for “Essay: Carry Me Ohio”.
Last year F25 went to Munem Wasif who gained an Honourable Mention at last FreeLens Awards with “Salt Water Tears”. Another beautiful project was “Kashmir” by Andy Spyra who unfortunately went home without any award.
The first prize winner was Davide Monteleone.
Finally, Premio Ponchielli 2010 went to Andrea di Martino for his work focused on the Italian deconsecrated churches. Book of the Year “Dedicated to women of Kyjov “, by Miroslav Tichy (Walther Konig – Cologne): don’t miss to flick through it.
No awards to Gabriele Croppi whose work was the most brilliant without a shadow of doubt.
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www3.lastampa.it/fotografia/approfondimento/articolo/lstp/256522/
Proclamati i vincitori del Premio F, promosso da Fondazione Forma per la Fotografia e Fabrica, centro di ricerca sulla comunicazione. La giuria, presieduta da Peter Galassi, Direttore del Dipartimento di Fotografia del Museum of Modern Art di New York, ha premiato “So far from God, too close to America” di Jérôme Sessini per “l’instancabile esplorazione della violenza legata alla droga ai confini tra il Messico e gli Stati Uniti, l’attenzione ai particolari concreti e l’ambizione a comunicare lo scopo e la complessità del conflitto”.
Il premio F25, riservato agli under 25, è andato a Matt Eich che con “Carry Me Ohio” dà voce alle emarginate comunità del Sudest del Paese distrutte da quasi 150 anni di sfruttamento minerario.
Al primo un contributo di 20.000 euro, la possibilità di pubblicare un libro e di esporre il progetto; al secondo una borsa di studio di un anno nel dipartimento di fotografia di Fabrica.
L’anno scorso l’F25 è andato a Munem Wasif, promettente autore originario del Bangladesh, che ha appena esposto qui in Italia in occasione di ArtéFoto.
Recentissima anche la sua presenza al Lumix Festival di Hannover, dove ha meritatamente ricevuto una menzione d’onore, per “Salt Water Tears”, ai FreeLens Awards 2010, offerti da FreeLens - il più grande ente tedesco di fotogiornalismo - e assegnati ogni anno agli autori più meritevoli tra quelli selezionati per esporre al Festival.
Il primo premio è andato a Davide Monteleone per il suo progetto sul Caucaso del Nord. Una menzione d’onore anche per Emiliano Larizza che ha raccontato il terremoto di Haiti.
A noi è piaciuto molto il lavoro sul Kashmir di Andy Spyra che è però rimasto all’asciutto da premi.
In lizza c’erano altri due italiani, Antonio Zambardino e Alessandro Imbraco, finalisti anche dell’ultimo Ponchielli.
Va detto che quest’anno il premio intitolato ad Amilcare Ponchielli si è sdoganato dall’equazione fotogiornalismo = cronaca drammatica che, per quanto non possa non caratterizzarlo fortemente, di certo non lo esaurisce.
Primo classificato Andrea di Martino con “La messa è finita”, una bella ricognizione sulle destinazioni d’uso più disparate delle chiese sconsacrate in Italia.
Prima menzione a Simone Donati per “Welcome to Berlusconistan” e seconda menzione a Daniele Dainelli per “Rural China”, progetto dalla poetica suggestiva, ma che a nostro parere risulta poi ben meno efficace nella sua concreta realizzazione.
Per la prima volta una menzione anche del pubblico, andata ad “Haiti Aftermath” di Riccardo Venturi.
Azzeccato il Libro dell’anno (scelto tra volumi del 2008 e 2009): “Dedicated to women of Kyjov ” di Miroslav Tichy, edizioni Walther Konig - Cologne.
Peccato non sia stato assegnato un riconoscimento al lavoro su NY di Gabriele Croppi che continua la sua affascinante ricerca sulla metafisica del paesaggio urbano. Al di là di soggettivi giudizi estetici, fotograficamente parlando a noi è parso il lavoro in assoluto più valido e complesso. Spiace scoprire che non tutti i membri della giuria se ne siano accorti…
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