(picture by Matteo Basilè)
After the wonderful monsters, Matteo Basilè turns back to Beauty: the last act of his visionary “The Saints are coming”.
Rome, Galleria EmmeOtto - till April 30th 2010
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www3.lastampa.it/fotografia/mostre/articolo/lstp/191382/
Va in scena l’ultimo atto di “The saints are coming”, lavoro di Matteo Basilè inziato nel 2007.
Sipario dunque sulla sua piece visionaria che, pur giocando dichiaratamente sul confine fra sacro e profano, lo supera e si apre a una sotterranea, fin disturbante per la sensibilità di alcuni, esplorazione estetica.
Ad ospitare la mostra la Galleria EmmeOtto di Roma, che accosta ai “primi santi” le opere più recenti a sottolineare, in un allestimento che vuole lasciare il visitatore privo di discalie o percorsi suggeriti, quanto è nel frattempo cambiato.
L’autore riassume l’intero ciclo come “un incrocio di anni e lavori, frutto di 3 mondi: l’Oriente, l’Occidente con la sua storia legata ai luoghi ed infine il Sogno che si trasforma in viaggio sciamanico”.
In scena non più l’idea mostruosa dell’umanità, popolata di freaks e di creature “altre”, dove la santità finisce spesso per sovrapporsi alla follia, ma un ritorno vero e proprio alla Bellezza che Basilè dice di aver “abbandonato per un breve momento per trovare il nuovo modo di raccontarla”. Certo, i suoi mostri erano pur sempre meravigliosi in quanto belli al di là della forma, grazie alle loro storie nascoste, alla loro vicinanza al mistero della vita e al dolore.
Radicale il cambiamento nell’utilizzo della luce, lasciata quella naturale è ora il flash a sottolineare l’artificio, scelta funzionale ad un mondo immaginato e ricreato ad hoc. Non mutano invece le atmosfere sospese, l’attenzione barocca ai particolari, i cromatismi pittorici e gli elementi spiazzanti, complice uno staff che sa tradurre le visioni dell’autore in maniera magistrale.
Efficace la definizione di Achille Bonito Oliva: “un universo iconografico risolto tra manierismo tecnologico e surrealismo pittorico”. Va detto che quello di Basilè non è il primo esempio di linguaggio contemporaneo che attinga tanto copiosamente al patrimonio del passato, del resto la pretesa di “inventare qualcosa” è futile e fuorviante: il suo paradigma estetico è solido, autonomo e suggestivo.
Galleria EmmeOtto
Via Margutta, 8 - Roma
Da martedì a sabato ore 11-14 e 15-20, ingresso libero.
Fino al 30 aprile 2010
THE SAINTS ARE COMING - Last Act from Matteo Basilé on Vimeo.
(picture by Matteo Basilè)
After the wonderful monsters, Matteo Basilè turns back to Beauty: the last act of his visionary “The Saints are coming”.
Rome, Galleria EmmeOtto - till April 30th 2010
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www3.lastampa.it/fotografia/mostre/articolo/lstp/191382/
Va in scena l’ultimo atto di “The saints are coming”, lavoro di Matteo Basilè inziato nel 2007.
Sipario dunque sulla sua piece visionaria che, pur giocando dichiaratamente sul confine fra sacro e profano, lo supera e si apre a una sotterranea, fin disturbante per la sensibilità di alcuni, esplorazione estetica.
Ad ospitare la mostra la Galleria EmmeOtto di Roma, che accosta ai “primi santi” le opere più recenti a sottolineare, in un allestimento che vuole lasciare il visitatore privo di discalie o percorsi suggeriti, quanto è nel frattempo cambiato.
L’autore riassume l’intero ciclo come “un incrocio di anni e lavori, frutto di 3 mondi: l’Oriente, l’Occidente con la sua storia legata ai luoghi ed infine il Sogno che si trasforma in viaggio sciamanico”.
In scena non più l’idea mostruosa dell’umanità, popolata di freaks e di creature “altre”, dove la santità finisce spesso per sovrapporsi alla follia, ma un ritorno vero e proprio alla Bellezza che Basilè dice di aver “abbandonato per un breve momento per trovare il nuovo modo di raccontarla”. Certo, i suoi mostri erano pur sempre meravigliosi in quanto belli al di là della forma, grazie alle loro storie nascoste, alla loro vicinanza al mistero della vita e al dolore.
Radicale il cambiamento nell’utilizzo della luce, lasciata quella naturale è ora il flash a sottolineare l’artificio, scelta funzionale ad un mondo immaginato e ricreato ad hoc. Non mutano invece le atmosfere sospese, l’attenzione barocca ai particolari, i cromatismi pittorici e gli elementi spiazzanti, complice uno staff che sa tradurre le visioni dell’autore in maniera magistrale.
Efficace la definizione di Achille Bonito Oliva: “un universo iconografico risolto tra manierismo tecnologico e surrealismo pittorico”. Va detto che quello di Basilè non è il primo esempio di linguaggio contemporaneo che attinga tanto copiosamente al patrimonio del passato, del resto la pretesa di “inventare qualcosa” è futile e fuorviante: il suo paradigma estetico è solido, autonomo e suggestivo.
Galleria EmmeOtto
Via Margutta, 8 - Roma
Da martedì a sabato ore 11-14 e 15-20, ingresso libero.
Fino al 30 aprile 2010
THE SAINTS ARE COMING - Last Act from Matteo Basilé on Vimeo.
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