(picture by Pietro Masturzo)
Italian photographer Pietro Masturzo won the World Press Picture of the Year.Other eight Italians among the winners.
www.worldpressphoto.org
——————————————————————————————————————-
www3.lastampa.it/fotografia/approfondimento/articolo/lstp/139052/
E’ di Pietro  Masturzo l’immagine  della donna iraniana che urla da un tetto di Teheran di cui parlano  tutti negli ultimi giorni.
La foto, che concorreva per la sezione People  in the News, gli è valsa il massimo premio di “World Press Photo  of the Year”. L’ultima volta che il riconoscimento è andato a un  italiano è stato nel 1996 con Francesco Zizola.Interessante, ed  emblematico di come possa tradursi fare fotogiornalismo in aree calde  come quella iraniana, conoscere le premesse stesse dello scatto.  Masturzo era stato arrestato assieme ad altri freelance pochi giorni  prima delle elezioni presidenziali. Dopo il rilascio, gli era stato  fortemente raccomandato di non scendere più in strada a raccontare gli  scontri tra oppositori e sostenitori di Ahmadinejad: da qui l’idea di  salire sui tetti della città, proprio attirato dalle urla delle donne, e  di testimoniare dall’alto cosa stesse accadendo.Sul sito  dell’autore è possibile scorrere l’intero  servizio: a voi valutarne la “forza” complessiva rispetto a quella  della singola foto.Altri otto gli  italiani premiati quest’anno.Primo classificato - sempre nella  categoria People in the News -   Michele Borzoni per un’immagine  di scontri a Srinagar, nel Kashmir. Primo premio anche per Marco Vernaschi nella categoria General News, sezione Stories, con la  foto «Guinea Bissau». E ancora Stefano   De Luigi, secondo classificato nella categoria Contemporary Issues, per la foto di  una giraffa uccisa dalla siccità in Kenya. Nella stessa categoria, per  la sezione Stories, secondo posto per Alessandro   Imbriaco, che ha firmato un reportage realizzato al campo nomadi  Casilino (Casilino 900), e terzo per Tommaso   Ausili, per un reportage da un mattatoio (Slaughterhouse). Secondo   Francesco Giusti, nella  categoria Arts and Entertainment - Stories con un lavoro realizzato in Congo sugli iscritti della  Société des Ambianceurs et Personnes Élégantes, i cosiddetti “dandy”  congolesi (impressionante la somiglianza con il lavoro di Daniele  Tamagni, “Congo Dandies”, segnalato all’ultimo Premio Ponchielli. Questo  non per insinuare “ispirazioni” reciproche, ma solo a riprova che le  buone idee difficilmente vengono in mente ad una sola persona).Nella  categoria Daily Life, terzo  classificato nella sezione Singles, Luca   Santese per una foto scattata a Detroit ad una madre-single e  nella categoria Nature, terzo  posto Singles, Paolo Patrizi,  per l’immagine di uno stormo di uccelli che fa evoluzioni in cielo. Il   5 marzo uscirà un numero de L’Europeo dedicato ai fotografi italiani  premiati dal WPP nei suoi 53 anni di storia.Qui tutti i vincitori 2010.

(picture by Pietro Masturzo)

Italian photographer Pietro Masturzo won the World Press Picture of the Year.
Other eight Italians among the winners.

www.worldpressphoto.org

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www3.lastampa.it/fotografia/approfondimento/articolo/lstp/139052/

E’ di Pietro Masturzo l’immagine della donna iraniana che urla da un tetto di Teheran di cui parlano tutti negli ultimi giorni.

La foto, che concorreva per la sezione People in the News, gli è valsa il massimo premio di “World Press Photo of the Year”. L’ultima volta che il riconoscimento è andato a un italiano è stato nel 1996 con Francesco Zizola.
Interessante, ed emblematico di come possa tradursi fare fotogiornalismo in aree calde come quella iraniana, conoscere le premesse stesse dello scatto. Masturzo era stato arrestato assieme ad altri freelance pochi giorni prima delle elezioni presidenziali. Dopo il rilascio, gli era stato fortemente raccomandato di non scendere più in strada a raccontare gli scontri tra oppositori e sostenitori di Ahmadinejad: da qui l’idea di salire sui tetti della città, proprio attirato dalle urla delle donne, e di testimoniare dall’alto cosa stesse accadendo.
Sul sito dell’autore è possibile scorrere l’intero servizio: a voi valutarne la “forza” complessiva rispetto a quella della singola foto.

Altri otto gli italiani premiati quest’anno.
Primo classificato - sempre nella categoria People in the News Michele Borzoni per un’immagine di scontri a Srinagar, nel Kashmir.
Primo premio anche per Marco Vernaschi nella categoria General News, sezione Stories, con la foto «Guinea Bissau».
E ancora Stefano De Luigi, secondo classificato nella categoria Contemporary Issues, per la foto di una giraffa uccisa dalla siccità in Kenya. Nella stessa categoria, per la sezione Stories, secondo posto per Alessandro Imbriaco, che ha firmato un reportage realizzato al campo nomadi Casilino (Casilino 900), e terzo per Tommaso Ausili, per un reportage da un mattatoio (Slaughterhouse).
Secondo Francesco Giusti, nella categoria Arts and Entertainment - Stories con un lavoro realizzato in Congo sugli iscritti della Société des Ambianceurs et Personnes Élégantes, i cosiddetti “dandy” congolesi (impressionante la somiglianza con il lavoro di Daniele Tamagni, “Congo Dandies”, segnalato all’ultimo Premio Ponchielli. Questo non per insinuare “ispirazioni” reciproche, ma solo a riprova che le buone idee difficilmente vengono in mente ad una sola persona).
Nella categoria Daily Life, terzo classificato nella sezione Singles, Luca Santese per una foto scattata a Detroit ad una madre-single e nella categoria Nature, terzo posto Singles, Paolo Patrizi, per l’immagine di uno stormo di uccelli che fa evoluzioni in cielo.

Il 5 marzo uscirà un numero de L’Europeo dedicato ai fotografi italiani premiati dal WPP nei suoi 53 anni di storia.

Qui tutti i vincitori 2010.

(picture by Pietro Masturzo)
Italian photographer Pietro Masturzo won the World Press Picture of the Year.Other eight Italians among the winners.
www.worldpressphoto.org
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www3.lastampa.it/fotografia/approfondimento/articolo/lstp/139052/
E’ di Pietro  Masturzo l’immagine  della donna iraniana che urla da un tetto di Teheran di cui parlano  tutti negli ultimi giorni.
La foto, che concorreva per la sezione People  in the News, gli è valsa il massimo premio di “World Press Photo  of the Year”. L’ultima volta che il riconoscimento è andato a un  italiano è stato nel 1996 con Francesco Zizola.Interessante, ed  emblematico di come possa tradursi fare fotogiornalismo in aree calde  come quella iraniana, conoscere le premesse stesse dello scatto.  Masturzo era stato arrestato assieme ad altri freelance pochi giorni  prima delle elezioni presidenziali. Dopo il rilascio, gli era stato  fortemente raccomandato di non scendere più in strada a raccontare gli  scontri tra oppositori e sostenitori di Ahmadinejad: da qui l’idea di  salire sui tetti della città, proprio attirato dalle urla delle donne, e  di testimoniare dall’alto cosa stesse accadendo.Sul sito  dell’autore è possibile scorrere l’intero  servizio: a voi valutarne la “forza” complessiva rispetto a quella  della singola foto.Altri otto gli  italiani premiati quest’anno.Primo classificato - sempre nella  categoria People in the News -   Michele Borzoni per un’immagine  di scontri a Srinagar, nel Kashmir. Primo premio anche per Marco Vernaschi nella categoria General News, sezione Stories, con la  foto «Guinea Bissau». E ancora Stefano   De Luigi, secondo classificato nella categoria Contemporary Issues, per la foto di  una giraffa uccisa dalla siccità in Kenya. Nella stessa categoria, per  la sezione Stories, secondo posto per Alessandro   Imbriaco, che ha firmato un reportage realizzato al campo nomadi  Casilino (Casilino 900), e terzo per Tommaso   Ausili, per un reportage da un mattatoio (Slaughterhouse). Secondo   Francesco Giusti, nella  categoria Arts and Entertainment - Stories con un lavoro realizzato in Congo sugli iscritti della  Société des Ambianceurs et Personnes Élégantes, i cosiddetti “dandy”  congolesi (impressionante la somiglianza con il lavoro di Daniele  Tamagni, “Congo Dandies”, segnalato all’ultimo Premio Ponchielli. Questo  non per insinuare “ispirazioni” reciproche, ma solo a riprova che le  buone idee difficilmente vengono in mente ad una sola persona).Nella  categoria Daily Life, terzo  classificato nella sezione Singles, Luca   Santese per una foto scattata a Detroit ad una madre-single e  nella categoria Nature, terzo  posto Singles, Paolo Patrizi,  per l’immagine di uno stormo di uccelli che fa evoluzioni in cielo. Il   5 marzo uscirà un numero de L’Europeo dedicato ai fotografi italiani  premiati dal WPP nei suoi 53 anni di storia.Qui tutti i vincitori 2010.

(picture by Pietro Masturzo)

Italian photographer Pietro Masturzo won the World Press Picture of the Year.
Other eight Italians among the winners.

www.worldpressphoto.org

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www3.lastampa.it/fotografia/approfondimento/articolo/lstp/139052/

E’ di Pietro Masturzo l’immagine della donna iraniana che urla da un tetto di Teheran di cui parlano tutti negli ultimi giorni.

La foto, che concorreva per la sezione People in the News, gli è valsa il massimo premio di “World Press Photo of the Year”. L’ultima volta che il riconoscimento è andato a un italiano è stato nel 1996 con Francesco Zizola.
Interessante, ed emblematico di come possa tradursi fare fotogiornalismo in aree calde come quella iraniana, conoscere le premesse stesse dello scatto. Masturzo era stato arrestato assieme ad altri freelance pochi giorni prima delle elezioni presidenziali. Dopo il rilascio, gli era stato fortemente raccomandato di non scendere più in strada a raccontare gli scontri tra oppositori e sostenitori di Ahmadinejad: da qui l’idea di salire sui tetti della città, proprio attirato dalle urla delle donne, e di testimoniare dall’alto cosa stesse accadendo.
Sul sito dell’autore è possibile scorrere l’intero servizio: a voi valutarne la “forza” complessiva rispetto a quella della singola foto.

Altri otto gli italiani premiati quest’anno.
Primo classificato - sempre nella categoria People in the News Michele Borzoni per un’immagine di scontri a Srinagar, nel Kashmir.
Primo premio anche per Marco Vernaschi nella categoria General News, sezione Stories, con la foto «Guinea Bissau».
E ancora Stefano De Luigi, secondo classificato nella categoria Contemporary Issues, per la foto di una giraffa uccisa dalla siccità in Kenya. Nella stessa categoria, per la sezione Stories, secondo posto per Alessandro Imbriaco, che ha firmato un reportage realizzato al campo nomadi Casilino (Casilino 900), e terzo per Tommaso Ausili, per un reportage da un mattatoio (Slaughterhouse).
Secondo Francesco Giusti, nella categoria Arts and Entertainment - Stories con un lavoro realizzato in Congo sugli iscritti della Société des Ambianceurs et Personnes Élégantes, i cosiddetti “dandy” congolesi (impressionante la somiglianza con il lavoro di Daniele Tamagni, “Congo Dandies”, segnalato all’ultimo Premio Ponchielli. Questo non per insinuare “ispirazioni” reciproche, ma solo a riprova che le buone idee difficilmente vengono in mente ad una sola persona).
Nella categoria Daily Life, terzo classificato nella sezione Singles, Luca Santese per una foto scattata a Detroit ad una madre-single e nella categoria Nature, terzo posto Singles, Paolo Patrizi, per l’immagine di uno stormo di uccelli che fa evoluzioni in cielo.

Il 5 marzo uscirà un numero de L’Europeo dedicato ai fotografi italiani premiati dal WPP nei suoi 53 anni di storia.

Qui tutti i vincitori 2010.

Notes:

About:

Web editor and editorial coordinator for Photographers.it and its sections on LaStampa.it and IlGiornale.it

Photographer: personal site/life [always] under construction; commercial portfolio, in partnership with Gianluca Destro, at www.d2photo.it

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Fotografa, web editor e coordinatrice editoriale.
Freelance per costituzione genetica.
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