(Picture by Reinhard Dirscherl, World Press Photo 2nd prize Nature single)
South African photographer Jodi Bieber wins World Press Photo of the Year 2010 with a portrait of Bibi Aisha which was taken for Time and featured on the magazine cover last August.
Bibi is a young woman from Afghanistan, who fled back to her family home complaining of her husband’s violent treatment. Unfortunately he reached her and cut her nose and ears off as a punishment.
After Time’s cover she was honored by the Grossman Burn Foundation with the “Enduring Heart Award”. The same organization provided her reconstructive surgeries.
Don’t miss the first prize stories in the Portraits and Arts&Entertainment categories: respectively Andrei McConnell and Amit Madheshiy.
Corentin Fohlen, second prize Spot News stories, deserved the first one for its work about Bangkok riots which cost Italian Fabio Polenghi his life.
Eight Italians among the winners: Riccardo Venturi, Massimo Berruti, Marco di Lauro, Ivo Saglietti, Davide Monteleone, Fabio Cuttica, Daniele Tamagni and Stefano Unterthiner, the last three at their first WPP.
A Special Mention to a series of photographs made by the miners trapped for 69 days inside the San José mine in Chile as “a good example of a photo from a place where a photojournalist could not possibly have been”. First of all it should be a recognition for their courage and fortitude.
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www3.lastampa.it/fotografia/approfondimento/articolo/lstp/388825/
Vince il World Press Photo Jodi Bebier (Sud Africa) col ritratto di Bibi Aisha, giovane afghana sfigurata - le sono stati tagliati il naso e le orecchie - per essersi sottratta alle violenze del marito talebano e dunque “rea” di abbandono del tetto coniugale. La foto è diventata una celebre copertina del Time, facendo di Bibi un simbolo delle violenze subite dalle donne tanto che la fondazione Grossman Burn le ha conferito l’Enduring Heart Award e ha finanziato l’operazione di ricostruzione, tramite protesi, del naso.
Primo premio Spot News - single uno scatto impressionante di Péter Lakatos che ha colto un lancio suicida a Budapest.
La sezione stories della medesima categoria meritava di essere vinta da Corentin Fohlen, secondo classificato con una serie di immagini dei disordini dello scorso maggio a Bangkok. Gli stessi che sono costati la vita al nostro Fabio Polenghi.
Interessante il lavoro di Filip Cwik sul lutto nazionale in Polonia a seguito dell’incidente aereo che ha visto morire gran parte della leadership politica, economica e militare del Paese, “solo” terzo di People in the News - stories.
Non perdetevi la serie che ha vinto il primo premio Portraits - stories: The Last Colony di Andrei McConnell, primo anche per la categoria Arts and Entertainment - single.
Bella la sequenza, fresca e poetica, di Amit Madheshiy, vincitore della categoria Arts and Entertainment - stories, che racconta il cinema indiano attraverso gli occhi di chi lo guarda.
Da segnalare, infine, l’elegante bianco e nero, in un ambito generalmente a colori come la fotografia naturalistica, di Reinhard Dirscherl, secondo con uno scatto singolo.
Doveroso citare tutti gli italiani premiati, a cominciare da Riccardo Venturi che ha presentato una splendida foto singola di Haiti che gli è valsa il primo premio per la categoria General News.
Bello anche il bianco e nero del servizio realizzato in Pakistan da Massimo Berruti, secondo per General News - stories.
Parlano italiano le sezioni foto singole di Contemporary Issue, primo Marco di Lauro e terzo Ivo Saglietti, e di Arts and Entertainment, Davide Monteleone secondo e Fabio Cuttica terzo.
Quest’ultima categoria, sezione stories, vede secondo Daniele Tamagni che così bissa il successo ottenuto con gli ultimi Sony World Photography Awards. Secondo anche Stefano Unterthiner in Nature - stories.
Un dato al volo: degli italiani, gli ultimi tre citati sono anche quelli al loro primo WPP.
Fra le menzioni d’onore, Michael Wolf che ha raccolto una serie di incidenti, più o meno gravi, attraverso lo Street View di Google Maps. Wolf è un fotografo professionista, con due WPP Awards all’attivo, che ha setacciato per mesi le strade del mondo senza muoversi da casa e ha così imbastito un reportage volutamente provocatorio di cui, manco a dirlo, molto si sta parlando.
Una menzione speciale è andata invece ad una serie di 12 foto realizzate dai minatori cileni rimasti imprigionati sotto terra per 69 giorni. Le immagini raccontano principalmente di come Edison Peña, un podista amatoriale, abbia continuato a dedicarsi ai suoi esercizi. Una vicenda che ha commosso il mondo e la cui cronaca è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione dei minatori, reporter non professionisti per dirla con le parole della giuria. A noi interessa di più che questa menzione possa essere un ulteriore riconoscimento al coraggio e alla forza d’animo di questi uomini votati a un mestiere massacrante.
(Picture by Reinhard Dirscherl, World Press Photo 2nd prize Nature single)
South African photographer Jodi Bieber wins World Press Photo of the Year 2010 with a portrait of Bibi Aisha which was taken for Time and featured on the magazine cover last August.
Bibi is a young woman from Afghanistan, who fled back to her family home complaining of her husband’s violent treatment. Unfortunately he reached her and cut her nose and ears off as a punishment.
After Time’s cover she was honored by the Grossman Burn Foundation with the “Enduring Heart Award”. The same organization provided her reconstructive surgeries.
Don’t miss the first prize stories in the Portraits and Arts&Entertainment categories: respectively Andrei McConnell and Amit Madheshiy.
Corentin Fohlen, second prize Spot News stories, deserved the first one for its work about Bangkok riots which cost Italian Fabio Polenghi his life.
Eight Italians among the winners: Riccardo Venturi, Massimo Berruti, Marco di Lauro, Ivo Saglietti, Davide Monteleone, Fabio Cuttica, Daniele Tamagni and Stefano Unterthiner, the last three at their first WPP.
A Special Mention to a series of photographs made by the miners trapped for 69 days inside the San José mine in Chile as “a good example of a photo from a place where a photojournalist could not possibly have been”. First of all it should be a recognition for their courage and fortitude.
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www3.lastampa.it/fotografia/approfondimento/articolo/lstp/388825/
Vince il World Press Photo Jodi Bebier (Sud Africa) col ritratto di Bibi Aisha, giovane afghana sfigurata - le sono stati tagliati il naso e le orecchie - per essersi sottratta alle violenze del marito talebano e dunque “rea” di abbandono del tetto coniugale. La foto è diventata una celebre copertina del Time, facendo di Bibi un simbolo delle violenze subite dalle donne tanto che la fondazione Grossman Burn le ha conferito l’Enduring Heart Award e ha finanziato l’operazione di ricostruzione, tramite protesi, del naso.
Primo premio Spot News - single uno scatto impressionante di Péter Lakatos che ha colto un lancio suicida a Budapest.
La sezione stories della medesima categoria meritava di essere vinta da Corentin Fohlen, secondo classificato con una serie di immagini dei disordini dello scorso maggio a Bangkok. Gli stessi che sono costati la vita al nostro Fabio Polenghi.
Interessante il lavoro di Filip Cwik sul lutto nazionale in Polonia a seguito dell’incidente aereo che ha visto morire gran parte della leadership politica, economica e militare del Paese, “solo” terzo di People in the News - stories.
Non perdetevi la serie che ha vinto il primo premio Portraits - stories: The Last Colony di Andrei McConnell, primo anche per la categoria Arts and Entertainment - single.
Bella la sequenza, fresca e poetica, di Amit Madheshiy, vincitore della categoria Arts and Entertainment - stories, che racconta il cinema indiano attraverso gli occhi di chi lo guarda.
Da segnalare, infine, l’elegante bianco e nero, in un ambito generalmente a colori come la fotografia naturalistica, di Reinhard Dirscherl, secondo con uno scatto singolo.
Doveroso citare tutti gli italiani premiati, a cominciare da Riccardo Venturi che ha presentato una splendida foto singola di Haiti che gli è valsa il primo premio per la categoria General News.
Bello anche il bianco e nero del servizio realizzato in Pakistan da Massimo Berruti, secondo per General News - stories.
Parlano italiano le sezioni foto singole di Contemporary Issue, primo Marco di Lauro e terzo Ivo Saglietti, e di Arts and Entertainment, Davide Monteleone secondo e Fabio Cuttica terzo.
Quest’ultima categoria, sezione stories, vede secondo Daniele Tamagni che così bissa il successo ottenuto con gli ultimi Sony World Photography Awards. Secondo anche Stefano Unterthiner in Nature - stories.
Un dato al volo: degli italiani, gli ultimi tre citati sono anche quelli al loro primo WPP.
Fra le menzioni d’onore, Michael Wolf che ha raccolto una serie di incidenti, più o meno gravi, attraverso lo Street View di Google Maps. Wolf è un fotografo professionista, con due WPP Awards all’attivo, che ha setacciato per mesi le strade del mondo senza muoversi da casa e ha così imbastito un reportage volutamente provocatorio di cui, manco a dirlo, molto si sta parlando.
Una menzione speciale è andata invece ad una serie di 12 foto realizzate dai minatori cileni rimasti imprigionati sotto terra per 69 giorni. Le immagini raccontano principalmente di come Edison Peña, un podista amatoriale, abbia continuato a dedicarsi ai suoi esercizi. Una vicenda che ha commosso il mondo e la cui cronaca è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione dei minatori, reporter non professionisti per dirla con le parole della giuria. A noi interessa di più che questa menzione possa essere un ulteriore riconoscimento al coraggio e alla forza d’animo di questi uomini votati a un mestiere massacrante.
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