(Picture by David Duprey - Associated Press)
Eastman Kodak files for or Chapter 11 bankruptcy protection, Citigroup is providing the Company with $950 million in financing to allow it to keep going. It seems centuries since this brand was synonymous with photography. Today it is bound to focus on the inkjet printing and to try to raise cash selling its huge intellectual property portfolio.It’s paradoxical that the Company has developed the first digital camera hasn’t be capable to match up with the market: in 1975, using a new type of electronic sensor invented six years earlier at Bell Labs, Kodak engineer Steven Sasson created the first digital camera capturing bw images at a resolution of 0.1 megapixels; in 1986 Kodak produced the first megapixel sensor small enough to fit in a hand-held camera (for scientific and industrial use). All through the 1990s, the Company invested $4 billion on developing the photo technology inside most of today’s cell phones and digital devices, but the management’s reluctance to ease its heavy reliance on film allowed the competitors to rush into this fast emerging sector.Kodak said that its non-American subsidiaries were not part of the filing.The catchphrase “Kodak moment” has been part of the common lexicon in the Anglophone market.
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www3.lastampa.it/fotografia/notizie-brevi/articolo/lstp/439338/Nelle ultime settimane le notizie che arrivano dal quartier generale di Kodak sembrano i bollettini medici di un malato terminale. L’epilogo il 19 gennaio scorso: la società ha chiesto il Chapter 11, ovvero l’amministrazione controllata, utilizzata in passato da Lehman Brothers ed Enron, tanto per capirsi. Citigroup le ha assicurato una linea di credito di 950 milioni di dollari per i prossimi 18 mesi per continuare a operare mentre si apre la fase di ristrutturazione della sede centrale e di tutte le sussidiarie americane.Il marchio, fondato nel 1888 da George Eastman, ha dominato per un secolo il mercato analogico diventando per molti il sinonimo stesso di fotografia. Come scordare il tormentone pubblicitario “Ciribiribì Kodak”?Il paradosso sta nel fatto che la società ha saputo anche creare la prima fotocamera digitale, senza tuttavia riuscire ad imporsi sulla relativa fetta di mercato. Nel 1975 un suo ingegnere, Steven Sasson, aveva infatti realizzato un prototipo – più simile a un tostapane che ad una macchina fotografica – che registrava immagini in bianco e nero di 0,1 megapixel utilizzando un nuovo sensore elettronico inventato sei anni prima nei laboratori Bell (il CCD) e una lente presa a prestito dalle cineprese Kodak. Per non parlare del sensore da 1,4 megapixel del 1986, il primo abbastanza piccolo da poter essere inserito all’interno di una reflex portatile, allora impiegato in ambito scientifico ed industriale. In quegli anni sono stati 4 i bilioni di dollari investiti per sviluppare la tecnologica che oggi troviamo all’interno della maggior parte dei cellulari e di altri dispositivi digitali. Pare sia stato il prolungato ed eccessivo affidamento al segmento delle pellicole da parte della dirigenza a far perdere il treno all’azienda.L’ultimo bilancio attivo è del 2006 e, al momento, l’unica soluzione per ripagare i creditori è vendere brevetti e proprietà intellettuali dai quali la società prevede di recuperare circa 600 milioni di dollari. Questo non le eviterà di dover abbandonare il settore fotografico per concentrarsi su quello di fotocopiatrici e stampanti.Kodak Italia ha dichiarato che le consociate non-statunitensi non rientrano nel processo di cui sopra e che continueranno ad “operare nella normalità”, mantenendo “tutti gli obblighi contratti verso clienti e fornitori in totale continuità”.

(Picture by David Duprey - Associated Press)



Eastman Kodak files for or Chapter 11 bankruptcy protection, Citigroup is providing the Company with $950 million in financing to allow it to keep going.
It seems centuries since this brand was synonymous with photography. Today it is bound to focus on the inkjet printing and to try to raise cash selling its huge intellectual property portfolio.
It’s paradoxical that the Company has developed the first digital camera hasn’t be capable to match up with the market: in 1975, using a new type of electronic sensor invented six years earlier at Bell Labs, Kodak engineer Steven Sasson created the first digital camera capturing bw images at a resolution of 0.1 megapixels; in 1986 Kodak produced the first megapixel sensor small enough to fit in a hand-held camera (for scientific and industrial use).
All through the 1990s, the Company invested $4 billion on developing the photo technology inside most of today’s cell phones and digital devices, but the management’s reluctance to ease its heavy reliance on film allowed the competitors to rush into this fast emerging sector.
Kodak said that its non-American subsidiaries were not part of the filing.


The catchphrase “Kodak moment” has been part of the common lexicon in the Anglophone market.

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www3.lastampa.it/fotografia/notizie-brevi/articolo/lstp/439338/

Nelle ultime settimane le notizie che arrivano dal quartier generale di Kodak sembrano i bollettini medici di un malato terminale. L’epilogo il 19 gennaio scorso: la società ha chiesto il Chapter 11, ovvero l’amministrazione controllata, utilizzata in passato da Lehman Brothers ed Enron, tanto per capirsi. Citigroup le ha assicurato una linea di credito di 950 milioni di dollari per i prossimi 18 mesi per continuare a operare mentre si apre la fase di ristrutturazione della sede centrale e di tutte le sussidiarie americane.

Il marchio, fondato nel 1888 da George Eastman, ha dominato per un secolo il mercato analogico diventando per molti il sinonimo stesso di fotografia. Come scordare il tormentone pubblicitario “Ciribiribì Kodak”?
Il paradosso sta nel fatto che la società ha saputo anche creare la prima fotocamera digitale, senza tuttavia riuscire ad imporsi sulla relativa fetta di mercato. Nel 1975 un suo ingegnere, Steven Sasson, aveva infatti realizzato un prototipo – più simile a un tostapane che ad una macchina fotografica – che registrava immagini in bianco e nero di 0,1 megapixel utilizzando un nuovo sensore elettronico inventato sei anni prima nei laboratori Bell (il CCD) e una lente presa a prestito dalle cineprese Kodak. Per non parlare del sensore da 1,4 megapixel del 1986, il primo abbastanza piccolo da poter essere inserito all’interno di una reflex portatile, allora impiegato in ambito scientifico ed industriale. In quegli anni sono stati 4 i bilioni di dollari investiti per sviluppare la tecnologica che oggi troviamo all’interno della maggior parte dei cellulari e di altri dispositivi digitali. Pare sia stato il prolungato ed eccessivo affidamento al segmento delle pellicole da parte della dirigenza a far perdere il treno all’azienda.

L’ultimo bilancio attivo è del 2006 e, al momento, l’unica soluzione per ripagare i creditori è vendere brevetti e proprietà intellettuali dai quali la società prevede di recuperare circa 600 milioni di dollari. Questo non le eviterà di dover abbandonare il settore fotografico per concentrarsi su quello di fotocopiatrici e stampanti.
Kodak Italia ha dichiarato che le consociate non-statunitensi non rientrano nel processo di cui sopra e che continueranno ad “operare nella normalità”, mantenendo “tutti gli obblighi contratti verso clienti e fornitori in totale continuità”.

(Picture by David Duprey - Associated Press)
Eastman Kodak files for or Chapter 11 bankruptcy protection, Citigroup is providing the Company with $950 million in financing to allow it to keep going. It seems centuries since this brand was synonymous with photography. Today it is bound to focus on the inkjet printing and to try to raise cash selling its huge intellectual property portfolio.It’s paradoxical that the Company has developed the first digital camera hasn’t be capable to match up with the market: in 1975, using a new type of electronic sensor invented six years earlier at Bell Labs, Kodak engineer Steven Sasson created the first digital camera capturing bw images at a resolution of 0.1 megapixels; in 1986 Kodak produced the first megapixel sensor small enough to fit in a hand-held camera (for scientific and industrial use). All through the 1990s, the Company invested $4 billion on developing the photo technology inside most of today’s cell phones and digital devices, but the management’s reluctance to ease its heavy reliance on film allowed the competitors to rush into this fast emerging sector.Kodak said that its non-American subsidiaries were not part of the filing.The catchphrase “Kodak moment” has been part of the common lexicon in the Anglophone market.
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www3.lastampa.it/fotografia/notizie-brevi/articolo/lstp/439338/Nelle ultime settimane le notizie che arrivano dal quartier generale di Kodak sembrano i bollettini medici di un malato terminale. L’epilogo il 19 gennaio scorso: la società ha chiesto il Chapter 11, ovvero l’amministrazione controllata, utilizzata in passato da Lehman Brothers ed Enron, tanto per capirsi. Citigroup le ha assicurato una linea di credito di 950 milioni di dollari per i prossimi 18 mesi per continuare a operare mentre si apre la fase di ristrutturazione della sede centrale e di tutte le sussidiarie americane.Il marchio, fondato nel 1888 da George Eastman, ha dominato per un secolo il mercato analogico diventando per molti il sinonimo stesso di fotografia. Come scordare il tormentone pubblicitario “Ciribiribì Kodak”?Il paradosso sta nel fatto che la società ha saputo anche creare la prima fotocamera digitale, senza tuttavia riuscire ad imporsi sulla relativa fetta di mercato. Nel 1975 un suo ingegnere, Steven Sasson, aveva infatti realizzato un prototipo – più simile a un tostapane che ad una macchina fotografica – che registrava immagini in bianco e nero di 0,1 megapixel utilizzando un nuovo sensore elettronico inventato sei anni prima nei laboratori Bell (il CCD) e una lente presa a prestito dalle cineprese Kodak. Per non parlare del sensore da 1,4 megapixel del 1986, il primo abbastanza piccolo da poter essere inserito all’interno di una reflex portatile, allora impiegato in ambito scientifico ed industriale. In quegli anni sono stati 4 i bilioni di dollari investiti per sviluppare la tecnologica che oggi troviamo all’interno della maggior parte dei cellulari e di altri dispositivi digitali. Pare sia stato il prolungato ed eccessivo affidamento al segmento delle pellicole da parte della dirigenza a far perdere il treno all’azienda.L’ultimo bilancio attivo è del 2006 e, al momento, l’unica soluzione per ripagare i creditori è vendere brevetti e proprietà intellettuali dai quali la società prevede di recuperare circa 600 milioni di dollari. Questo non le eviterà di dover abbandonare il settore fotografico per concentrarsi su quello di fotocopiatrici e stampanti.Kodak Italia ha dichiarato che le consociate non-statunitensi non rientrano nel processo di cui sopra e che continueranno ad “operare nella normalità”, mantenendo “tutti gli obblighi contratti verso clienti e fornitori in totale continuità”.

(Picture by David Duprey - Associated Press)



Eastman Kodak files for or Chapter 11 bankruptcy protection, Citigroup is providing the Company with $950 million in financing to allow it to keep going.
It seems centuries since this brand was synonymous with photography. Today it is bound to focus on the inkjet printing and to try to raise cash selling its huge intellectual property portfolio.
It’s paradoxical that the Company has developed the first digital camera hasn’t be capable to match up with the market: in 1975, using a new type of electronic sensor invented six years earlier at Bell Labs, Kodak engineer Steven Sasson created the first digital camera capturing bw images at a resolution of 0.1 megapixels; in 1986 Kodak produced the first megapixel sensor small enough to fit in a hand-held camera (for scientific and industrial use).
All through the 1990s, the Company invested $4 billion on developing the photo technology inside most of today’s cell phones and digital devices, but the management’s reluctance to ease its heavy reliance on film allowed the competitors to rush into this fast emerging sector.
Kodak said that its non-American subsidiaries were not part of the filing.


The catchphrase “Kodak moment” has been part of the common lexicon in the Anglophone market.

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Nelle ultime settimane le notizie che arrivano dal quartier generale di Kodak sembrano i bollettini medici di un malato terminale. L’epilogo il 19 gennaio scorso: la società ha chiesto il Chapter 11, ovvero l’amministrazione controllata, utilizzata in passato da Lehman Brothers ed Enron, tanto per capirsi. Citigroup le ha assicurato una linea di credito di 950 milioni di dollari per i prossimi 18 mesi per continuare a operare mentre si apre la fase di ristrutturazione della sede centrale e di tutte le sussidiarie americane.

Il marchio, fondato nel 1888 da George Eastman, ha dominato per un secolo il mercato analogico diventando per molti il sinonimo stesso di fotografia. Come scordare il tormentone pubblicitario “Ciribiribì Kodak”?
Il paradosso sta nel fatto che la società ha saputo anche creare la prima fotocamera digitale, senza tuttavia riuscire ad imporsi sulla relativa fetta di mercato. Nel 1975 un suo ingegnere, Steven Sasson, aveva infatti realizzato un prototipo – più simile a un tostapane che ad una macchina fotografica – che registrava immagini in bianco e nero di 0,1 megapixel utilizzando un nuovo sensore elettronico inventato sei anni prima nei laboratori Bell (il CCD) e una lente presa a prestito dalle cineprese Kodak. Per non parlare del sensore da 1,4 megapixel del 1986, il primo abbastanza piccolo da poter essere inserito all’interno di una reflex portatile, allora impiegato in ambito scientifico ed industriale. In quegli anni sono stati 4 i bilioni di dollari investiti per sviluppare la tecnologica che oggi troviamo all’interno della maggior parte dei cellulari e di altri dispositivi digitali. Pare sia stato il prolungato ed eccessivo affidamento al segmento delle pellicole da parte della dirigenza a far perdere il treno all’azienda.

L’ultimo bilancio attivo è del 2006 e, al momento, l’unica soluzione per ripagare i creditori è vendere brevetti e proprietà intellettuali dai quali la società prevede di recuperare circa 600 milioni di dollari. Questo non le eviterà di dover abbandonare il settore fotografico per concentrarsi su quello di fotocopiatrici e stampanti.
Kodak Italia ha dichiarato che le consociate non-statunitensi non rientrano nel processo di cui sopra e che continueranno ad “operare nella normalità”, mantenendo “tutti gli obblighi contratti verso clienti e fornitori in totale continuità”.

Notes:

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Web editor and editorial coordinator for Photographers.it and its sections on LaStampa.it and IlGiornale.it

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