(picture by Giacomo Brunelli)
Created in 2oo5, the Angkor Photo Festival is the first photography festival to be held in Southeast Asia.
It is curated by Yumi Goto, photo documentary project coordinator and curator, and Antoine d’Agata, french photographer who studied at ICP in New York. Françoise Callier, who worked for seven years for the Photojournalism Festival Visa pour l’Image in Perpignan, is the Program Director.
Each year the weeklong event organizes exhibitions and outdoor slideshows by celebrated international and emerging Asian photographers in Siem Reap. The temples of Angkor become a hub for photographers to gather in a spirit of creativity and sharing.
The strong educational goals of the Angkor Photo Festival set it apart from other photography events. During their stay, renowned photographers tutor emerging Asian photographers in the free Angkor Photo Workshops, while the festival operates its own outreach program, the Anjali Children’s Photo Workshops.
“Cambodia, Our Vision.” collects pictures taken by the children during the 2008 and 2009 photo workshops. Here the preview, all proceeds from the sale of the book will directly support Anjali House activities.
Consistent with the festival’s mission of highlighting emerging Southeast Asian photographers, of the 11o photographers involved in 2o1o, fifty are from Asia.
Among the exhibitions, “Animals” by Italian Giacomo Brunelli, a truly beautiful bn series.
Furthermore: the Asian Women Photographers’ Showcase which presents female authors working in (that often means in support of) their native countries and highlights on last May’s Bangkok unrests and Haiti aftermath.
Visiting the web galleries and blogs (this one for example) which relate the event I like the way the wind seems to blow there: a festival which is more lively and less posh than many ones in Europe.
Angkor Photo Festival
November 20 - 27 2010
Siem Reap, Cambodia
www.photographyforchange.net
—————————————————————————————————————
LaStampa.it: “In Cambogia un festival fotografico che ha molto da insegnare”
Si è da poco concluso Paris Photo ed è normale, non fosse per la vicinanza geografica, se ne parli in Italia.
Il nostro sguardo vuole invece andare ancora più lontano, in cerca di “altro”.
In questi giorni infatti si sta svolgendo L’Angkor Photo Festival di Siem Reap (Cambogia). Nato nel 2005, è il primo festival del Sudest Asiatico.
A curarlo sono Antoine D’Agata, fotografo marsigliese di formazione newyorchese, e Yumi Goto, coordinatrice e curatrice di una serie di progetti di documentazione fotografica on line come PdfX12 e Reminders. Assieme a loro, responsabile del programma, un’altra francese, Francoise Collier.
Quattordici mostre e sette proiezioni per un festival che si propone di promuovere i nuovi talenti del Sudest Asiatico rivolgendosi esplicitamente, e questo forse è un limite, a quanti si dedicano al reportage. D’altro canto si tratta di una scelta comprensibile perché finalizzata a incoraggiare un network interno all’Asia che offra opportunità di carriera e comunicazione, dando al contempo voce alle istanze, spesso urgenti, di molte regioni di quell’area del mondo.
Con le stesse finalità vengono inoltre selezionati trenta giovani autori asiatici per frequentare seminari gratuiti di fotogiornalismo.
Un festival, dunque, fortemente attento alla didattica e all’etica, tanto da dedicare workshop appositamente pensati per i bambini ospiti del centro Anjali. Le immagini realizzate nel corso delle ultime due edizioni, una di esse in alto, sono state raccolte in una pubblicazione – qui la preview – che è possibile acquistare per sostenere le attività della casa ricovero.
E ancora: un’ampia sezione focalizzata sulle donne fotografe operanti nei (che tante volte significa anche in difesa dei) loro paesi di origine e approfondimenti “per immagini” sui disordini di Bangkok del maggio scorso e sul dopo disastro di Haiti.
Interessante il programma espositivo, a partire da Baltic Memories di Michel Kirch e Opium Addiction in Badakhshan di A.K. Kimoto, scomparso quest’anno a soli 32 anni.
Fra gli autori in mostra fa piacere trovare Giacomo Brunelli con la sua bellissima serie dedicata agli animali. Altro italiano Paolo Patrizi che espone European Starlings, foto di smisurati stormi che invadono i cieli di Roma.
Abbiamo sfogliato le tante gallery fotografiche e i blog nati per raccontare questa manifestazione, come questo, e ci piace l’aria che pare tirare. Scopriamo allestimenti originali e intelligenti, con un dna che unisce l’estetica asiatica al pragmatismo di chi fa le cose senza budget hollywoodiani. C’è colore e voglia di fare a Siem Reap e ci sembra di assistere, pur da lontano, a un festival più partecipato e meno patinato dei nostri.
Angkor Photo Festival
20 - 27 Novembre 2010
Siem Reap, Cambogia
www.photographyforchange.net
(picture by Giacomo Brunelli)
Created in 2oo5, the Angkor Photo Festival is the first photography festival to be held in Southeast Asia.
It is curated by Yumi Goto, photo documentary project coordinator and curator, and Antoine d’Agata, french photographer who studied at ICP in New York. Françoise Callier, who worked for seven years for the Photojournalism Festival Visa pour l’Image in Perpignan, is the Program Director.
Each year the weeklong event organizes exhibitions and outdoor slideshows by celebrated international and emerging Asian photographers in Siem Reap. The temples of Angkor become a hub for photographers to gather in a spirit of creativity and sharing.
The strong educational goals of the Angkor Photo Festival set it apart from other photography events. During their stay, renowned photographers tutor emerging Asian photographers in the free Angkor Photo Workshops, while the festival operates its own outreach program, the Anjali Children’s Photo Workshops.
“Cambodia, Our Vision.” collects pictures taken by the children during the 2008 and 2009 photo workshops. Here the preview, all proceeds from the sale of the book will directly support Anjali House activities.
Consistent with the festival’s mission of highlighting emerging Southeast Asian photographers, of the 11o photographers involved in 2o1o, fifty are from Asia.
Among the exhibitions, “Animals” by Italian Giacomo Brunelli, a truly beautiful bn series.
Furthermore: the Asian Women Photographers’ Showcase which presents female authors working in (that often means in support of) their native countries and highlights on last May’s Bangkok unrests and Haiti aftermath.
Visiting the web galleries and blogs (this one for example) which relate the event I like the way the wind seems to blow there: a festival which is more lively and less posh than many ones in Europe.
Angkor Photo Festival
November 20 - 27 2010
Siem Reap, Cambodia
www.photographyforchange.net
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LaStampa.it: “In Cambogia un festival fotografico che ha molto da insegnare”
Si è da poco concluso Paris Photo ed è normale, non fosse per la vicinanza geografica, se ne parli in Italia.
Il nostro sguardo vuole invece andare ancora più lontano, in cerca di “altro”.
In questi giorni infatti si sta svolgendo L’Angkor Photo Festival di Siem Reap (Cambogia). Nato nel 2005, è il primo festival del Sudest Asiatico.
A curarlo sono Antoine D’Agata, fotografo marsigliese di formazione newyorchese, e Yumi Goto, coordinatrice e curatrice di una serie di progetti di documentazione fotografica on line come PdfX12 e Reminders. Assieme a loro, responsabile del programma, un’altra francese, Francoise Collier.
Quattordici mostre e sette proiezioni per un festival che si propone di promuovere i nuovi talenti del Sudest Asiatico rivolgendosi esplicitamente, e questo forse è un limite, a quanti si dedicano al reportage. D’altro canto si tratta di una scelta comprensibile perché finalizzata a incoraggiare un network interno all’Asia che offra opportunità di carriera e comunicazione, dando al contempo voce alle istanze, spesso urgenti, di molte regioni di quell’area del mondo.
Con le stesse finalità vengono inoltre selezionati trenta giovani autori asiatici per frequentare seminari gratuiti di fotogiornalismo.
Un festival, dunque, fortemente attento alla didattica e all’etica, tanto da dedicare workshop appositamente pensati per i bambini ospiti del centro Anjali. Le immagini realizzate nel corso delle ultime due edizioni, una di esse in alto, sono state raccolte in una pubblicazione – qui la preview – che è possibile acquistare per sostenere le attività della casa ricovero.
E ancora: un’ampia sezione focalizzata sulle donne fotografe operanti nei (che tante volte significa anche in difesa dei) loro paesi di origine e approfondimenti “per immagini” sui disordini di Bangkok del maggio scorso e sul dopo disastro di Haiti.
Interessante il programma espositivo, a partire da Baltic Memories di Michel Kirch e Opium Addiction in Badakhshan di A.K. Kimoto, scomparso quest’anno a soli 32 anni.
Fra gli autori in mostra fa piacere trovare Giacomo Brunelli con la sua bellissima serie dedicata agli animali. Altro italiano Paolo Patrizi che espone European Starlings, foto di smisurati stormi che invadono i cieli di Roma.
Abbiamo sfogliato le tante gallery fotografiche e i blog nati per raccontare questa manifestazione, come questo, e ci piace l’aria che pare tirare. Scopriamo allestimenti originali e intelligenti, con un dna che unisce l’estetica asiatica al pragmatismo di chi fa le cose senza budget hollywoodiani. C’è colore e voglia di fare a Siem Reap e ci sembra di assistere, pur da lontano, a un festival più partecipato e meno patinato dei nostri.
Angkor Photo Festival
20 - 27 Novembre 2010
Siem Reap, Cambogia
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