(picture by Ansel Adams, Canyon De Chelly National Monument, Arizona, 1947 ca. - printed 1952 ca. - courtesy Andrew Smith Gallery)
The American untamed Nature is the heart of Ansel Adams’ work, in assonance with the call of the wild and the unknown – mountains, prairies, frontiers – and with the appeal of the promised land which are so common in the imaginary in the United States from John Filson to Jack Kerouac (less orthodoxly to Bruce Springsteen), Walt Whitman included.
Adams used to “converse” with the Landscape in a respectful and intimate, but never mystic, way. Meanwhile he constantly exercised his vision and its translation into composition. A well-educated and obsessive training, as well as the one by a genial concert performer. Adams had been a pianist before learning photography and maybe music itself taught him the wide gamma of tones which made his bw gain a huge following. Nevertheless his score is empty: no note, no beats to break the resounding silence of places hanging out of time.
If I should mention similar scrupulosity and practise, I’d say Michael Kenna who manages – with superlative, but different aesthetic results – the entire creative workflow, from shooting to printing. Perhaps because he’s American (by adoption) too? Or because landscape photography is a serious matter in U.S.A.. Lucky them!
Ansel Adams. La Natura è il mio regno
Ex Ospedale Sant’Agostino
Modena (Italy), Largo Porta Sant’Agostino 228
Until January 29th 2012
Tue/Sun, 11 am – 07 pm
Free entrance
Open on Christmas Holidays!
December 25th 03 – 08 pm; 26th 11 am – 08 pm
January 1st 03 – 08 pm; 6th 11 am – 08 pm
Info
info@mostre.fondazione-crmo.it
www.fondazionefotografia.it
———————————————————————————————————————-
www3.lastampa.it/fotografia/approfondimento/articolo/lstp/435694
All’ex Ospedale Sant’Agostino di Modena prosegue la grande retrospettiva dedicata a quello che è universalmente riconosciuto come uno dei massimi maestri della fotografia: Ansel Adams. Una volta tanto che uno spazio espositivo non abbassa la serranda per le feste natalizie, condannandoci a trascinarci indecisi fra il divano e i multisala monopolizzati dai cinepanettoni, vale proprio la pena approfittarne. Queste le aperture speciali: domenica 25 dicembre dalle 15 alle 20 e lunedì 26 dalle 11 alle 20, sempre con orario continuato; 1° gennaio 2012 dalle 15 alle 20 e 6 gennaio dalle 11 alle 20.
“La Natura è il mio regno” è una delle più grandi retrospettive dedicate ad Ansel Adams in Italia ed Europa. L’allestimento comprende, infatti, capolavori difficilmente visibili al di fuori degli Stati Uniti che non tornavano nel nostro Paese da oltre trent’anni: 77 stampe vintage originali realizzate dall’autore – e non è cosa da poco – provenienti da musei, collezionisti privati e prestigiose gallerie.
Protagonista assoluta delle fotografie di Adams è la wilderness americana, in assonanza col richiamo del selvaggio e dell’ignoto – la montagna, la prateria, la frontiera – e con la tensione ad una terra promessa così frequenti nell’immaginario statunitense, da John Filson a Jack Kerouac (a voler essere meno ortodossi fino a Bruce Springsteen), passando per Walt Whitman.
Adams si volge a panorami incontaminati ed instaura con essi un colloquio rispettoso ed intimo, ma non mistico. Parallelamente si dedica ad un allenamento costante dello sguardo e del suo tradursi in composizione. Un esercizio coltissimo e ossessionante, come quello di un concertista geniale. La metafora non è scelta a caso dal momento che prima che fotografo è stato pianista ed è forse proprio la musica ad avergli insegnato quella gamma infinita di toni che hanno fatto del suo bianco e nero una scuola che arriva ai giorni nostri. Il suo spartito è pur tuttavia vuoto: nessuna nota, nessuna battuta, a spezzare il roboante silenzio di luoghi sospesi nel tempo.
A cercare simili scrupolosità e allenamento – dagli esiti estetici altissimi, ma differenti – viene in mente Michael Kenna che segue tutto il processo creativo dei suoi lavori, dalla ripresa alla stampa, con appassionato fervore. Sarà che è americano (d’adozione) pure lui, sarà che negli Stati Uniti la fotografia di paesaggio è ritenuta cosa seria. Beati loro.
Ansel Adams. La Natura è il mio regno
Ex Ospedale Sant’Agostino
Modena, Largo Porta Sant’Agostino 228
Fino al 29 gennaio 2012
In questo stesso periodo è visitabile anche la mostra “Francesco Carbonieri: la Belle Époque nell’obiettivo di un amatore”, promossa dal Fotomuseo Panini, che racconta, in una settantina di foto storiche, lo stile di vita lussuoso e cosmopolita di quell’epoca dorata.
Da martedì alla domenica, festivi inclusi, dalle 11 alle 19
Chiuso il lunedì
(per le aperture natalizie vedere articolo)
Ingresso gratuito
Info
info@mostre.fondazione-crmo.it
www.fondazionefotografia.it
(picture by Ansel Adams, Canyon De Chelly National Monument, Arizona, 1947 ca. - printed 1952 ca. - courtesy Andrew Smith Gallery)
The American untamed Nature is the heart of Ansel Adams’ work, in assonance with the call of the wild and the unknown – mountains, prairies, frontiers – and with the appeal of the promised land which are so common in the imaginary in the United States from John Filson to Jack Kerouac (less orthodoxly to Bruce Springsteen), Walt Whitman included.
Adams used to “converse” with the Landscape in a respectful and intimate, but never mystic, way. Meanwhile he constantly exercised his vision and its translation into composition. A well-educated and obsessive training, as well as the one by a genial concert performer. Adams had been a pianist before learning photography and maybe music itself taught him the wide gamma of tones which made his bw gain a huge following. Nevertheless his score is empty: no note, no beats to break the resounding silence of places hanging out of time.
If I should mention similar scrupulosity and practise, I’d say Michael Kenna who manages – with superlative, but different aesthetic results – the entire creative workflow, from shooting to printing. Perhaps because he’s American (by adoption) too? Or because landscape photography is a serious matter in U.S.A.. Lucky them!
Ansel Adams. La Natura è il mio regno
Ex Ospedale Sant’Agostino
Modena (Italy), Largo Porta Sant’Agostino 228
Until January 29th 2012
Tue/Sun, 11 am – 07 pm
Free entrance
Open on Christmas Holidays!
December 25th 03 – 08 pm; 26th 11 am – 08 pm
January 1st 03 – 08 pm; 6th 11 am – 08 pm
Info
info@mostre.fondazione-crmo.it
www.fondazionefotografia.it
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www3.lastampa.it/fotografia/approfondimento/articolo/lstp/435694
All’ex Ospedale Sant’Agostino di Modena prosegue la grande retrospettiva dedicata a quello che è universalmente riconosciuto come uno dei massimi maestri della fotografia: Ansel Adams. Una volta tanto che uno spazio espositivo non abbassa la serranda per le feste natalizie, condannandoci a trascinarci indecisi fra il divano e i multisala monopolizzati dai cinepanettoni, vale proprio la pena approfittarne. Queste le aperture speciali: domenica 25 dicembre dalle 15 alle 20 e lunedì 26 dalle 11 alle 20, sempre con orario continuato; 1° gennaio 2012 dalle 15 alle 20 e 6 gennaio dalle 11 alle 20.
“La Natura è il mio regno” è una delle più grandi retrospettive dedicate ad Ansel Adams in Italia ed Europa. L’allestimento comprende, infatti, capolavori difficilmente visibili al di fuori degli Stati Uniti che non tornavano nel nostro Paese da oltre trent’anni: 77 stampe vintage originali realizzate dall’autore – e non è cosa da poco – provenienti da musei, collezionisti privati e prestigiose gallerie.
Protagonista assoluta delle fotografie di Adams è la wilderness americana, in assonanza col richiamo del selvaggio e dell’ignoto – la montagna, la prateria, la frontiera – e con la tensione ad una terra promessa così frequenti nell’immaginario statunitense, da John Filson a Jack Kerouac (a voler essere meno ortodossi fino a Bruce Springsteen), passando per Walt Whitman.
Adams si volge a panorami incontaminati ed instaura con essi un colloquio rispettoso ed intimo, ma non mistico. Parallelamente si dedica ad un allenamento costante dello sguardo e del suo tradursi in composizione. Un esercizio coltissimo e ossessionante, come quello di un concertista geniale. La metafora non è scelta a caso dal momento che prima che fotografo è stato pianista ed è forse proprio la musica ad avergli insegnato quella gamma infinita di toni che hanno fatto del suo bianco e nero una scuola che arriva ai giorni nostri. Il suo spartito è pur tuttavia vuoto: nessuna nota, nessuna battuta, a spezzare il roboante silenzio di luoghi sospesi nel tempo.
A cercare simili scrupolosità e allenamento – dagli esiti estetici altissimi, ma differenti – viene in mente Michael Kenna che segue tutto il processo creativo dei suoi lavori, dalla ripresa alla stampa, con appassionato fervore. Sarà che è americano (d’adozione) pure lui, sarà che negli Stati Uniti la fotografia di paesaggio è ritenuta cosa seria. Beati loro.
Ansel Adams. La Natura è il mio regno
Ex Ospedale Sant’Agostino
Modena, Largo Porta Sant’Agostino 228
Fino al 29 gennaio 2012
In questo stesso periodo è visitabile anche la mostra “Francesco Carbonieri: la Belle Époque nell’obiettivo di un amatore”, promossa dal Fotomuseo Panini, che racconta, in una settantina di foto storiche, lo stile di vita lussuoso e cosmopolita di quell’epoca dorata.
Da martedì alla domenica, festivi inclusi, dalle 11 alle 19
Chiuso il lunedì
(per le aperture natalizie vedere articolo)
Ingresso gratuito
Info
info@mostre.fondazione-crmo.it
www.fondazionefotografia.it
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