(picture by Mario Lasalandra, who has a solo exhibition at Festival Fotografico Italiano)

Two cities (divided by four thousand kilometres), both starting with letter B and currently hosting a photographic festival: Busto Arsizio (Italy) and Bamako (Mali).
The first, Festival Fotografico Italiano, is only at its second edition. It displays both famous and emerging artists, archive photography as well as pure research. Commendable the will to involve the education system, from Istituto Italiano di Fotografia in Milan to the local high schools, in order to give the students the possibility to play the role of authors or aware spectators. In Italy people rarely speak about Photography knowledgeably, so it’s very important to help the young public to develop a personal taste and critical sense and free himself from the usual proposals by a strongly self-referential field.
Les Rencontres de Bamako offer, instead, a reflection on the quest for a sustainable world, with the aim to outline an inventory and pay special attention to the signs and forms of resistance possible. The adherence to the theme proposed only confirmed the social and political commitment of African artists. Environmental and social concerns, once limited to a small circle of visionaries alerts, are now part of our daily lives and are at the heart of all debates, especially today that many African countries have recently celebrated their first 50 years of independence. The photographers have been called to witness and denounce, but also to suggest concrete solutions. To do that, some of them choose the journalistic formula, other ones turn to languages such as metaphor and “mise en scene”. 

www.festivalfotograficoitaliano.it  |  till December 4th 2011
www.rencontres-bamako.com |  till January 1st 2012


——————————————————————————————————————

www3.lastampa.it/fotografia/notizie-brevi/articolo/lstp/431313

Iniziano per B, distano fra  loro 4 mila chilometri ed entrambe ospitano, in questi giorni, una  rassegna fotografica. Sono Busto Arsizio e Bamako.A Busto prosegue, fino al 4 dicembre, il giovane Festival Fotografico Italiano, giovane perchè solo alla sua seconda edizione. La manifestazione, che coinvolge  anche altri comuni limitrofi, comprende diversi appuntamenti fra  incontri, presentazioni, workshop e un’asta benefica. A questi si  aggiungono una trentina di mostre dedicate ad autori storici e  contemporanei, alla documentazione d’archivio e a forme di  sperimentazione creativa più spinta. Lodevole la volontà di coinvolgere  un nutrito numero di scuole, dall’Istituto Italiano di Fotografia di  Milano ai licei e istituti tecnici locali, chiamando così gli studenti a  partecipare come autori o fruitori consapevoli. In Italia si parla  spesso di fotografia con scarsa cognizione di causa e ci si rifugia con  grande facilità nel rassicurante porto dei “soliti noti”. È dunque  ancora più importante fare cultura della fotografia partendo dalle  scuole e stimolare i ragazzi a sviluppare un gusto e un senso critico  che li affranchino dalle proposte a cui vorrebbe abituarli un settore  troppo spesso autoreferenziale.In Mali si svolge invece la Biennale di Fotografia di Bamako.  Al centro di questa edizione, che si chiuderà il 1°  gennaio 2012, la riflessione su un nuovo mondo “sostenibile”, a  conferma di quanto le istanze ambientali e socio-economiche del nostro  tempo stiano alla base, specialmente in Africa, della ricerca (e  dell’impegno politico) di molti artisti. L’urgenza di trovare alternative  concrete esce così dalla nicchia degli osservatori più competenti e  sensibili per aprirsi al dibattito pubblico e divenirne il cuore. Sono  molti i paesi africani che nel 2010 hanno celebrato i primi 50 anni di  indipendenza: un’occasione per stilare un bilancio non sempre positivo.  La Biennale ha così invitato gli autori coinvolti a testimoniare,  denunciare, ma anche a raccontare e suggerire soluzioni. I  lavori raccolti non si limitano, tuttavia, a parlare la lingua del giornalismo, e ricorrono spesso alla metafora e alla  mise en scene.Les  Rencontres de Bamako hanno inoltre presentato una panoramica di fotografi africani emergenti all’ultimo Paris Photo il cui ospite d’onore era, non a caso, il continento nero.

 

(picture by Mario Lasalandra, who has a solo exhibition at Festival Fotografico Italiano)

Two cities (divided by four thousand kilometres), both starting with letter B and currently hosting a photographic festival: Busto Arsizio (Italy) and Bamako (Mali).

The first, Festival Fotografico Italiano, is only at its second edition. It displays both famous and emerging artists, archive photography as well as pure research. Commendable the will to involve the education system, from Istituto Italiano di Fotografia in Milan to the local high schools, in order to give the students the possibility to play the role of authors or aware spectators. In Italy people rarely speak about Photography knowledgeably, so it’s very important to help the young public to develop a personal taste and critical sense and free himself from the usual proposals by a strongly self-referential field.

Les Rencontres de Bamako offer, instead, a reflection on the quest for a sustainable world, with the aim to outline an inventory and pay special attention to the signs and forms of resistance possible. The adherence to the theme proposed only confirmed the social and political commitment of African artists. Environmental and social concerns, once limited to a small circle of visionaries alerts, are now part of our daily lives and are at the heart of all debates, especially today that many African countries have recently celebrated their first 50 years of independence. The photographers have been called to witness and denounce, but also to suggest concrete solutions. To do that, some of them choose the journalistic formula, other ones turn to languages such as metaphor and “mise en scene”. 

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Iniziano per B, distano fra loro 4 mila chilometri ed entrambe ospitano, in questi giorni, una rassegna fotografica. Sono Busto Arsizio e Bamako.

A Busto prosegue, fino al 4 dicembre, il giovane Festival Fotografico Italiano, giovane perchè solo alla sua seconda edizione. La manifestazione, che coinvolge anche altri comuni limitrofi, comprende diversi appuntamenti fra incontri, presentazioni, workshop e un’asta benefica. A questi si aggiungono una trentina di mostre dedicate ad autori storici e contemporanei, alla documentazione d’archivio e a forme di sperimentazione creativa più spinta. Lodevole la volontà di coinvolgere un nutrito numero di scuole, dall’Istituto Italiano di Fotografia di Milano ai licei e istituti tecnici locali, chiamando così gli studenti a partecipare come autori o fruitori consapevoli. In Italia si parla spesso di fotografia con scarsa cognizione di causa e ci si rifugia con grande facilità nel rassicurante porto dei “soliti noti”. È dunque ancora più importante fare cultura della fotografia partendo dalle scuole e stimolare i ragazzi a sviluppare un gusto e un senso critico che li affranchino dalle proposte a cui vorrebbe abituarli un settore troppo spesso autoreferenziale.

In Mali si svolge invece la Biennale di Fotografia di Bamako. Al centro di questa edizione, che si chiuderà il 1° gennaio 2012, la riflessione su un nuovo mondo “sostenibile”, a conferma di quanto le istanze ambientali e socio-economiche del nostro tempo stiano alla base, specialmente in Africa, della ricerca (e dell’impegno politico) di molti artisti. L’urgenza di trovare alternative concrete esce così dalla nicchia degli osservatori più competenti e sensibili per aprirsi al dibattito pubblico e divenirne il cuore. Sono molti i paesi africani che nel 2010 hanno celebrato i primi 50 anni di indipendenza: un’occasione per stilare un bilancio non sempre positivo. La Biennale ha così invitato gli autori coinvolti a testimoniare, denunciare, ma anche a raccontare e suggerire soluzioni. I lavori raccolti non si limitano, tuttavia, a parlare la lingua del giornalismo, e ricorrono spesso alla metafora e alla mise en scene.
Les Rencontres de Bamako hanno inoltre presentato una panoramica di fotografi africani emergenti all’ultimo Paris Photo il cui ospite d’onore era, non a caso, il continento nero.

 

(picture by Mario Lasalandra, who has a solo exhibition at Festival Fotografico Italiano)

Two cities (divided by four thousand kilometres), both starting with letter B and currently hosting a photographic festival: Busto Arsizio (Italy) and Bamako (Mali).
The first, Festival Fotografico Italiano, is only at its second edition. It displays both famous and emerging artists, archive photography as well as pure research. Commendable the will to involve the education system, from Istituto Italiano di Fotografia in Milan to the local high schools, in order to give the students the possibility to play the role of authors or aware spectators. In Italy people rarely speak about Photography knowledgeably, so it’s very important to help the young public to develop a personal taste and critical sense and free himself from the usual proposals by a strongly self-referential field.
Les Rencontres de Bamako offer, instead, a reflection on the quest for a sustainable world, with the aim to outline an inventory and pay special attention to the signs and forms of resistance possible. The adherence to the theme proposed only confirmed the social and political commitment of African artists. Environmental and social concerns, once limited to a small circle of visionaries alerts, are now part of our daily lives and are at the heart of all debates, especially today that many African countries have recently celebrated their first 50 years of independence. The photographers have been called to witness and denounce, but also to suggest concrete solutions. To do that, some of them choose the journalistic formula, other ones turn to languages such as metaphor and “mise en scene”. 

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Iniziano per B, distano fra  loro 4 mila chilometri ed entrambe ospitano, in questi giorni, una  rassegna fotografica. Sono Busto Arsizio e Bamako.A Busto prosegue, fino al 4 dicembre, il giovane Festival Fotografico Italiano, giovane perchè solo alla sua seconda edizione. La manifestazione, che coinvolge  anche altri comuni limitrofi, comprende diversi appuntamenti fra  incontri, presentazioni, workshop e un’asta benefica. A questi si  aggiungono una trentina di mostre dedicate ad autori storici e  contemporanei, alla documentazione d’archivio e a forme di  sperimentazione creativa più spinta. Lodevole la volontà di coinvolgere  un nutrito numero di scuole, dall’Istituto Italiano di Fotografia di  Milano ai licei e istituti tecnici locali, chiamando così gli studenti a  partecipare come autori o fruitori consapevoli. In Italia si parla  spesso di fotografia con scarsa cognizione di causa e ci si rifugia con  grande facilità nel rassicurante porto dei “soliti noti”. È dunque  ancora più importante fare cultura della fotografia partendo dalle  scuole e stimolare i ragazzi a sviluppare un gusto e un senso critico  che li affranchino dalle proposte a cui vorrebbe abituarli un settore  troppo spesso autoreferenziale.In Mali si svolge invece la Biennale di Fotografia di Bamako.  Al centro di questa edizione, che si chiuderà il 1°  gennaio 2012, la riflessione su un nuovo mondo “sostenibile”, a  conferma di quanto le istanze ambientali e socio-economiche del nostro  tempo stiano alla base, specialmente in Africa, della ricerca (e  dell’impegno politico) di molti artisti. L’urgenza di trovare alternative  concrete esce così dalla nicchia degli osservatori più competenti e  sensibili per aprirsi al dibattito pubblico e divenirne il cuore. Sono  molti i paesi africani che nel 2010 hanno celebrato i primi 50 anni di  indipendenza: un’occasione per stilare un bilancio non sempre positivo.  La Biennale ha così invitato gli autori coinvolti a testimoniare,  denunciare, ma anche a raccontare e suggerire soluzioni. I  lavori raccolti non si limitano, tuttavia, a parlare la lingua del giornalismo, e ricorrono spesso alla metafora e alla  mise en scene.Les  Rencontres de Bamako hanno inoltre presentato una panoramica di fotografi africani emergenti all’ultimo Paris Photo il cui ospite d’onore era, non a caso, il continento nero.

 

(picture by Mario Lasalandra, who has a solo exhibition at Festival Fotografico Italiano)

Two cities (divided by four thousand kilometres), both starting with letter B and currently hosting a photographic festival: Busto Arsizio (Italy) and Bamako (Mali).

The first, Festival Fotografico Italiano, is only at its second edition. It displays both famous and emerging artists, archive photography as well as pure research. Commendable the will to involve the education system, from Istituto Italiano di Fotografia in Milan to the local high schools, in order to give the students the possibility to play the role of authors or aware spectators. In Italy people rarely speak about Photography knowledgeably, so it’s very important to help the young public to develop a personal taste and critical sense and free himself from the usual proposals by a strongly self-referential field.

Les Rencontres de Bamako offer, instead, a reflection on the quest for a sustainable world, with the aim to outline an inventory and pay special attention to the signs and forms of resistance possible. The adherence to the theme proposed only confirmed the social and political commitment of African artists. Environmental and social concerns, once limited to a small circle of visionaries alerts, are now part of our daily lives and are at the heart of all debates, especially today that many African countries have recently celebrated their first 50 years of independence. The photographers have been called to witness and denounce, but also to suggest concrete solutions. To do that, some of them choose the journalistic formula, other ones turn to languages such as metaphor and “mise en scene”. 

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Iniziano per B, distano fra loro 4 mila chilometri ed entrambe ospitano, in questi giorni, una rassegna fotografica. Sono Busto Arsizio e Bamako.

A Busto prosegue, fino al 4 dicembre, il giovane Festival Fotografico Italiano, giovane perchè solo alla sua seconda edizione. La manifestazione, che coinvolge anche altri comuni limitrofi, comprende diversi appuntamenti fra incontri, presentazioni, workshop e un’asta benefica. A questi si aggiungono una trentina di mostre dedicate ad autori storici e contemporanei, alla documentazione d’archivio e a forme di sperimentazione creativa più spinta. Lodevole la volontà di coinvolgere un nutrito numero di scuole, dall’Istituto Italiano di Fotografia di Milano ai licei e istituti tecnici locali, chiamando così gli studenti a partecipare come autori o fruitori consapevoli. In Italia si parla spesso di fotografia con scarsa cognizione di causa e ci si rifugia con grande facilità nel rassicurante porto dei “soliti noti”. È dunque ancora più importante fare cultura della fotografia partendo dalle scuole e stimolare i ragazzi a sviluppare un gusto e un senso critico che li affranchino dalle proposte a cui vorrebbe abituarli un settore troppo spesso autoreferenziale.

In Mali si svolge invece la Biennale di Fotografia di Bamako. Al centro di questa edizione, che si chiuderà il 1° gennaio 2012, la riflessione su un nuovo mondo “sostenibile”, a conferma di quanto le istanze ambientali e socio-economiche del nostro tempo stiano alla base, specialmente in Africa, della ricerca (e dell’impegno politico) di molti artisti. L’urgenza di trovare alternative concrete esce così dalla nicchia degli osservatori più competenti e sensibili per aprirsi al dibattito pubblico e divenirne il cuore. Sono molti i paesi africani che nel 2010 hanno celebrato i primi 50 anni di indipendenza: un’occasione per stilare un bilancio non sempre positivo. La Biennale ha così invitato gli autori coinvolti a testimoniare, denunciare, ma anche a raccontare e suggerire soluzioni. I lavori raccolti non si limitano, tuttavia, a parlare la lingua del giornalismo, e ricorrono spesso alla metafora e alla mise en scene.
Les Rencontres de Bamako hanno inoltre presentato una panoramica di fotografi africani emergenti all’ultimo Paris Photo il cui ospite d’onore era, non a caso, il continento nero.

 

Notes:

  1. sottoesposta posted this

About:

Web editor and editorial coordinator for Photographers.it and its sections on LaStampa.it and IlGiornale.it

Photographer: personal site/life [always] under construction; commercial portfolio, in partnership with Gianluca Destro, at www.d2photo.it

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Fotografa, web editor e coordinatrice editoriale.
Freelance per costituzione genetica.
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